Oggi:

2021-10-21 03:40

Italia deferita alla Corte di giustizia: acqua potabile non sicura nel Lazio

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Commissione europea ha deciso il 9 giugno 2021 di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per il superamento dei livelli di arsenico e fluoruro nell’acqua potabile (stabiliti dalla Direttiva 98/83/CE) in 6 zone della Regione Lazio.

La direttiva sull'acqua potabile stabilisce norme di qualità essenziali per l'acqua potabile a livello dell'UE: 48 parametri microbiologici, chimici e indicatori da monitorare e sottoporre a prove periodiche. La direttiva 98/83/Ce è stata abrogata dalla più recente direttiva 2020/2184/Ue che è in vigore dal 12 gennaio 2021 e a cui gli Stati Membri dovranno conformarsi entro due anni. Le disposizioni introdotte nella nuova direttiva hanno l’obiettivo di incrementare l’uso dell’acqua di rubinetto come acqua destinata al consumo umano attraverso una migliore conoscenza e trasparenza delle informazioni sull’acqua potabile.

Nel comunicato diffuso il 9 giugno la Commissione europea precisa che nonostante “l'adozione da parte dell'Italia di misure che vietano o limitano l'approvvigionamento idrico nelle zone interessate” e “l'invio ai consumatori di informazioni sulla situazione”, alla situazione attuale “sei zone di approvvigionamento idrico non sono ancora pienamente conformi alla direttiva”. Infatti dopo la lettera di costituzione in mora della Commissione nel 2014 (seguita da un parere motivato nel gennaio 2019) per il superamento di alcuni valori nell’acqua potabile in 16 zone della regione Lazio, solo 10 hanno ottenuto la piena conformità alla direttiva.

Le sei zone in cui i livelli di arsenico nell’acqua potabile restano al di sopra delle soglie di sicurezza sono: Bagnoregio, Civitella d'Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania. Nelle zone di Bagnoregio e Fabrica di Roma sono state inoltre superate le soglie di sicurezza per il fluoruro.