Oggi:

2026-02-18 16:32

Geotermia e Teleriscaldamento Per una Transizione Sicura e Competitiva

DALLA XVII CONFERENZA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

di: 
Alessandro Cecchi

L’autore, presidente di AIRU, l’associazione del teleriscaldamento urbano, da sempre coinvolta nelle politiche per l’efficienza energetica e, anche per questo, in una proficua collaborazione con gli Amici della Terra, riepiloga per noi le caratteristiche della fonte geotermica e le ragioni per uno sviluppo del suo potenziale in Italia, con un’attenzione particolare per il settore termico.

In Copertina: Foto AIRU. Pozzo geotermico di Ferrara


Geotermia, le tecnologie e le applicazioni

La geotermia è una fonte energetica rinnovabile che sfrutta il calore naturale della Terra per la generazione di elettricità e di calore per usi civili e industriali, nonché per l’estrazione dai fluidi geotermici di materie prime critiche quali il litio utili a ridurre il rischio geopolitico relativo al loro approvvigionamento.

La risorsa geotermica vanta una piena maturità tecnologica, è disponibile in modo continuo, così da garantire una produzione costante a basso impatto ambientale e indipendente dalle condizioni climatiche o stagionali.

Tali caratteristiche rendono la risorsa geotermica particolarmente preziosa in un sistema energetico decarbonizzato ed orientato al rafforzamento dei livelli di sicurezza e competitività energetica.

La geotermia è generalmente classificata in base alla profondità e alla temperatura della risorsa; la tipologia a bassa entalpia si riferisce a sistemi con temperature non superiori a 90°C e profondità comprese tra pochi metri e alcune centinaia di metri, basati sullo sfruttamento. Questa tecnologia sfrutta il calore costante del sottosuolo mediante pompe di calore, risultando particolarmente adatta per applicazioni di riscaldamento e raffrescamento degli edifici civili.  La geotermia a media entalpia, caratterizzata da temperature tra i 90 e i 150°C e maggiori profondità, trova un grande impiego nei sistemi di teleriscaldamento, con esempi di eccellenza come quello di Ferrara, e nella produzione elettrica tramite cicli binari (ORC).

Infine, la geotermia ad alta entalpia, in cui la risorsa supera i 150°C e le profondità possono raggiungere diversi chilometri, è usata per la produzione elettrica su scala industriale mediante grandi centrali geotermoelettriche, attraverso sistemi di sfruttamento geotermico come quello di Larderello, dove da oltre un secolo se ne fa utilizzo per la produzione energetica rinnovabile.

In svariati Paesi europei la geotermia alimenta reti di teleriscaldamento (TLR) e sistemi di accumulo termico stagionale, fra i quali i BTES (Borehole Thermal Energy Storage), in cui le sonde geotermiche fungono da serbatoi di calore migliorando l’efficienza complessiva e l’integrazione con altre fonti rinnovabili.

 

Il teleriscaldamento ed il ruolo della fonte geotermica

Il potenziale economico del teleriscaldamento è stato quantificato da uno studio del Politecnico di Milano in 53 TWh al 2030, pari al 19% della domanda di energia termica del settore civile domestico. Il recupero del calore di scarto e la geotermia rappresentano i principali contributori alla crescita del teleriscaldamento, con quote del 54% e del 32%, oltre alla cogenerazione ad alto rendimento, in particolare alimentata da green gas. La geotermia pertanto potrebbe fornire fino a 14 TWh aggiuntivi di calore per il teleriscaldamento.

La geotermia può contribuire in maniera efficace ed efficiente al raggiungimento dei macro-obiettivi euro-unitari e nazionali di medio (2030) e lungo termine (2050) della decarbonizzazione (TLR particolarmente inclusivo rispetto a FER e calore di scarto), della sicurezza energetica (fonti nazionali ridurrebbero la dipendenza dall’import specie di fonti fossili) e della competitività (aumentando la quota di FER, si passerebbe ad un mix energetico con una struttura di costi più spostata verso i costi fissi e meno su quelli variabili, con effetti positivi sui prezzi energetici in termini di riduzione e soprattutto di stabilizzazione per effetto scudo dalla volatilità e dai rischi di aumenti per shock esogeni).

Foto AIRU. Pozzo geotermico di Vicenza

 

Fattori abilitanti allo sviluppo del potenziale della geotermia

Per sfruttare a pieno il potenziale della geotermia in Italia è urgente aggiornare le politiche nazionali e definire nuovi obiettivi di sviluppo per il settore, rimuovendo le barriere esistenti e promuovendo un ambiente favorevole agli investimenti.

Solo con un’azione politica coordinata e ambiziosa potremo trasformare il potenziale geotermico italiano in una risorsa essenziale per un futuro energetico sostenibile e a basse emissioni.  È necessario un vero e proprio Piano di Azione Nazionale per la Geotermia. Riguardo alle linee d’azione, si ritiene necessario operare sui seguenti fronti:

i. Pianificazione energetica: nella definizione delle politiche di medio periodo, l’Atto di Indirizzo sulle Priorità Politiche 2025 e per il triennio 2025-2027 individua tra le azioni strategiche del MASE il rafforzamento della sicurezza energetica e la promozione delle fonti rinnovabili, prospettando la realizzazione di uno studio sul potenziale della risorsa geotermica a livello nazionale,  finalizzato a una valutazione complessiva delle risorse disponibili, includendo sia la geotermia ad alta entalpia per la produzione elettrica sia la geotermia a bassa entalpia per usi termici, del quale si sottolinea l’urgenza.

ii. Strumenti di incentivazione lato offerta, attraverso due linee d’intervento. La prima relativa alla gestione del rischio geologico e operativo, tramite strumenti specifici quale il fondo di garanzia, come indicato nel PNIEC 2024 nel seguente passaggio: “Con riferimento alle tecnologie geotermiche, si ritiene altresì opportuno prevedere l’inserimento nel quadro normativo nazionale di un apposito fondo di garanzia per la geotermia in analogia di quanto già adottato in Francia funzionale a ridurre il rischio in carico agli operatori mantenendo al contempo un adeguato incentivo sugli operatori ad operare nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia.”. La seconda afferente agli incentivi per i grandi impianti alimentati a fonti rinnovabili termiche (tramite il cd DM FER_T), il cui adeguamento è necessario – in ottemperanza ai dettami della norma primaria – a fronte dei nuovi obblighi normativi in materia di fornitura di energia termica da fonti rinnovabili, implementati attraverso il cd DM OIERT.

iii. Semplificazione e razionalizzazione iter autorizzativi, snellendo le procedure burocratiche ridurrebbe tempi e costi, incentivando l’avvio di nuovi progetti.

iv. Investire in ricerca & sviluppo, stanziando ed utilizzando al meglio fondi pubblici per la ricerca.

v. Puntare sulla formazione, preservando il capitale umano esistente altamente specializzato e formando nuove competenze sfruttando le nuove tecnologie.

vi. Rafforzare la percezione positiva della geotermia da parte dell’opinione pubblica, lanciando una capillare campagna informativa per diffondere la conoscenza dei benefici economici ed ambientali della tecnologia, lenire le preoccupazioni ambientali legate all'induzione sismica ed  accrescere il livello di consenso da parte dei territori.

 

La geotermia: una scelta di sistema

La geotermia rappresenta pertanto una scelta di sistema: matura tecnologicamente, affidabile in quanto a carattere baseload, scalabile nei contesti urbani grazie al teleriscaldamento efficiente e abilitante per gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza e competitività energetica dell’Italia.

Liberare l’ampio potenziale energetico di questo “gigante dormiente” richiede una visione di lungo termine, l’assunzione di decisioni politiche coerenti, la messa in campo di strumenti efficaci quali incentivi mirati e semplificazione del permitting.

Numerosi virtuosi esempi a livello globale ed europeo, nonché svariate eccellenze nazionali mostrano che percorso è tracciato, gli attori sono pronti e il potenziale è ampiamente documentato. È tempo di agire.