RIFIUTI PLASTICI
L’autore, responsabile Recycling di Versalis, illustra l’impegno innovativo dell’industria chimica in tecnologie circolari e soluzioni avanzate per riciclare materiali oggi destinati allo smaltimento. Tra queste, la pirolisi consente di trattare plastiche miste e contaminate, producendo un olio che può essere riutilizzato nei processi esistenti per ottenere polimeri con qualità equivalenti ai materiali vergini.
In Copertina: Dettaglio impianto demo Hoop® a Mantova. Foto Eni
L’industria chimica, alla base di oltre il 95% dei beni e delle filiere manifatturiere, è uno dei pilastri nascosti dell’economia europea. Dai materiali per l’automotive ai prodotti per l’edilizia, dagli imballaggi ai dispositivi tecnologici, gran parte delle produzioni industriali dipende da processi e materie prime chimiche. Per questo il settore riveste un ruolo chiave anche nella transizione ecologica: qualsiasi evoluzione verso modelli più sostenibili passa inevitabilmente attraverso l’innovazione nella chimica.
Oggi, questa industria essenziale sta attraversando una trasformazione profonda: costi energetici e delle materie prime in crescita, concorrenza extra‑UE e obiettivi climatici sempre più stringenti stanno ridefinendo il quadro competitivo di un comparto strategico ma classificato tra gli hard‑to‑abate.
Parallelamente, la gestione dei rifiuti plastici rappresenta uno dei nodi centrali della transizione verso un’economia più sostenibile e circolare. Nonostante negli ultimi anni l’Europa abbia compiuto progressi significativi sul fronte della raccolta e del riciclo, persistono sfide strutturali che limitano la piena valorizzazione dei materiali post‑consumo. Per aumentare i tassi di riciclo e assicurare una disponibilità stabile di feedstock sostenibili, è necessario valorizzare anche quei flussi eterogenei, contaminati o multistrato che oggi sfuggono ai processi tradizionali.
In questo scenario, l’innovazione assume un ruolo centrale: investire in tecnologie circolari e soluzioni avanzate, come il riciclo chimico, permette all’industria di recuperare materiali oggi destinati a smaltimento.
Soluzioni complementari per una filiera del riciclo più resiliente [1]
Secondo le analisi delle associazioni europee della chimica, l’implementazione omogenea delle normative sui rifiuti plastici nei vari Stati membri resta ancora parziale, e questo impedisce di convogliare in modo efficiente i flussi di plastica verso tecnologie avanzate di recupero, incluse quelle chimiche. Nessuna singola tecnologia di riciclo è sufficiente a trattare l’ampia varietà di plastiche oggi in circolazione; per questo è necessario un insieme di soluzioni complementari, meccaniche e chimiche, in grado di massimizzare i tassi di recupero lungo l’intera filiera dei polimeri.
L’Europa, inoltre, vede nel potenziamento del riciclo – sia meccanico sia chimico – uno dei pilastri per il raggiungimento del target del –55% di emissioni al 2030 e per sostenere gli obiettivi del Green Deal in materia di economia circolare. Per incrementare la disponibilità di materie prime seconde, servirà aumentare la raccolta, la selezione e la preparazione dei rifiuti plastici, oltre a favorire l’impiego di materiali riciclati in un numero crescente di applicazioni di mercato.
In quest’ottica, sarà fondamentale accelerare in modo significativo lo scale‑up sia del riciclo meccanico sia del riciclo chimico, un passo necessario non solo per aumentare i volumi di plastica riciclata, ma anche per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione Europea.
Impianto demo Hoop® a Mantova. Foto Eni
Le tecnologie di riciclo delle plastiche [2]
Il riciclo meccanico rimane la prima scelta per le plastiche omogenee, facilmente selezionabili e con livelli di contaminazione contenuti. Tuttavia, una parte rilevante dei rifiuti plastici è costituita da materiali eterogenei, multistrato, contaminati o non ulteriormente separabili, che il riciclo meccanico non è in grado di trattare in modo efficiente.
È in questo ambito che il riciclo chimico può fornire un contributo determinante, ampliando la gamma dei materiali riciclabili e favorendo l’aumento complessivo del contenuto riciclato immesso sul mercato. Le tecnologie disponibili – depolimerizzazione, pirolisi e gassificazione – permettono di trasformare la plastica in molecole o oli di riciclo idonei a essere reimmessi nella chimica di base e nella produzione di nuovi polimeri. Tra queste, la pirolisi è considerata una delle soluzioni più versatili ed efficienti, poiché consente di trattare plastiche miste e contaminate, producendo un olio che può essere riutilizzato nei processi esistenti, come l’alimentazione del steam cracking, per ottenere polimeri con qualità equivalenti ai materiali vergini.
La tecnologia HOOP®: il contributo di Versalis [3]
Nel panorama delle tecnologie di riciclo chimico da pirolisi, HOOP®, sviluppata da Versalis, la società chimica di Eni, rappresenta una soluzione per affrontare una delle principali criticità della filiera: la trasformazione delle plastiche più complesse in materiali riciclati di alta qualità. Grazie a un processo tecnologicamente avanzato, HOOP® è in grado di trattare frazioni plastiche altrimenti destinate a termovalorizzazione, anche contenenti additivi, pigmenti o strutture multistrato, trasformandole in un olio riciclato (Hoop Oil) con elevata resa di recupero di materia. Questo prodotto è utilizzabile come feedstock alternativo per la produzione di nuovi intermedi e polimeri adatti a tutte le applicazioni.
La tecnologia si caratterizza per l’impiego di un reattore ad alta efficienza termica e l’integrazione di strumenti di Intelligenza Artificiale che consentono di monitorare e ottimizzare i parametri operativi in tempo reale, assicurando stabilità del processo, flessibilità nella composizione del feedstock e performance elevate anche in presenza di plastiche eterogenee e contaminate.
Nel sito Versalis di Mantova è stato avviato, nel 2025, l’impianto dimostrativo HOOP®, che rappresenta il primo passo verso la scalabilità industriale. L’impianto ha una capacità di produzione di quasi 5.000 tonnellate all’anno di olio da pirolisi a partire da 6.000 tonnellate all’anno di materia prima seconda da rifiuti plastici misti. Il valore del progetto è stato riconosciuto anche dall’Innovation Fund della Commissione Europea, risultando l’unico progetto italiano vincitore nel bando 2023, grazie al suo potenziale contributo alla decarbonizzazione del comparto.
Campione di Olio da riciclo (r-oil). Foto Eni
Il riciclo chimico: sfide e fattori abilitanti
Nonostante il progresso tecnologico, permangono alcune sfide alla crescita del riciclo chimico: la variabilità del feedstock, la complessità dei processi termici e i costi energetici. Versalis, nell’ambito del progetto Hoop, ha affrontato questi ostacoli attraverso lo sviluppo di metodologie analitiche per il monitoraggio continuo delle plastiche miste, la collaborazione con partner industriali e la progressiva ottimizzazione dell’intero processo, dalla preparazione del rifiuto alla qualità dell’olio di pirolisi.
Oltre a queste criticità strutturali, il futuro del riciclo chimico in Europa si confronta anche con un quadro normativo ancora in evoluzione, in cui l’atteso Atto di Esecuzione della Direttiva sulle plastiche monouso (SUP) ha stabilito per la prima volta una metodologia ufficiale per il calcolo e la rendicontazione del contenuto riciclato nelle plastiche, riconoscendo il ruolo delle tecnologie di riciclo chimico e abilitando il bilancio di massa come strumento di tracciabilità lungo la filiera. Un altro passaggio importante sarà l’analogo Atto di esecuzione relativo alla normativa europea sul packaging (PPWR).
L’assenza di regole univoche genera incertezza e rallenta gli investimenti necessari a scalare gli impianti industriali: servono regole chiare, autorizzazioni più rapide e investimenti infrastrutturali. Inoltre, in considerazione della necessità di risolvere localmente il problema della gestione dei rifiuti, è necessario dare sostegno alla competitività delle produzioni europee e implementare controlli più stringenti sulle importazioni di plastica riciclata.
Se queste premesse si realizzeranno, il riciclo chimico avrà il potenziale per diventare un elemento fondante della strategia europea sulla circolarità dei materiali e della decarbonizzazione del settore.
NOTE
[1] Fonti: https://cefic.org/policy/circularity/
https://cefic.org/solutions-explained/chemical-recycling-making-plastics-circular/
[2] Fonte: Plastix
[3] Fonte: Plastix