TUTELA DELLA BIODIVERSITA’(1)
Dalla Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni unite alla Strategia italiana passando per quella dell’Unione europea, una panoramica della normativa internazionale, europea e nazionale che tutela la biodiversità. Questo articolo è tratto dal Blog della Rivista Energia ed è il primo di una serie.
In Copertina: Foto dall’articolo originale di Rivista Energia
“L’Italia è estremamente ricca di biodiversità; ha il più alto numero e la più alta densità di specie animali e vegetali all’interno dell’Unione Europea, oltre a un alto tasso di endemismo”. Con queste parole si apre il profilo del nostro Paese sul sito della Convenzione sulla diversità biologica dello United Nations Environment Programme.
Oltre il 50% delle specie vegetali e il 30% delle specie animali di interesse conservazionistico a livello europeo sono endemismi italiani, ovvero si trovano soltanto all’interno dei nostri confini. Questa ricchezza è in gran parte dovuta alla varietà delle regioni biogeografiche che caratterizzano l’Italia: la regione alpina, la regione continentale e la regione mediterranea presentano differenze climatiche, topografiche e geologiche che danno forma a 85 diversi tipi di ecosistemi terrestri.
Queste informazioni sono riportate sui manifesti illustrativi di una mostra fotografica che si è tenuta nel 2025 presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma e all’inizio del 2026 negli spazi espositivi del museo MAXXI di Roma. La mostra, dal titolo Il Paese della Biodiversità, il patrimonio naturale italiano, è stata curata dal National Geographic Italia (che ha fornito le splendide foto naturalistiche esposte) e dal National Biodiversity Future Centre (centro di ricerca nazionale sulla biodiversità, coordinato dal CNR).
Apprendere che l’Italia è il paese europeo più ricco di biodiversità ci riempie d’orgoglio, ma ci impone anche di agire concretamente per proteggere questa ricchezza. La biodiversità è infatti un patrimonio che può degradarsi facilmente. Come indicato sul sito del Consiglio dell’Unione Europea, “La biodiversità diminuisce a un ritmo allarmante. I paesi dell’UE si sono impegnati a ripristinare la natura e a preservarne la diversità biologica”.
Quali azioni per proteggere la biodiversità?
Vediamo quali azioni possiamo adottare per proteggere la biodiversità nel nostro Paese, partendo dalla normativa internazionale, europea e nazionale che ne riconosce pienamente l’importanza, stabilendo obiettivi e scadenze.
La prima iniziativa di grande rilievo per la tutela della biodiversità risale alla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo tenutasi a Rio nel 1992, nel corso della quale è stata adottata la già citata Convenzione sulla diversità biologica, trattato internazionale giuridicamente vincolante ratificato da 196 Paesi.
L’organo di governo della Convenzione è la Conferenza delle Parti (Cop), che riunisce ogni due anni i rappresentanti dei vari paesi per esaminare i progressi compiuti e definire gli impegni per il futuro. Gli obiettivi di tutela della biodiversità, espressi nel corso delle varie Cop della Convenzione sulla diversità biologica, sono stati accolti anche dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e inclusi dal 2015 nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile; in particolare, l’obiettivo n. 15 Life on Land mira a proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri e della biodiversità.
Nel corso della Cop15 della Convenzione sulla diversità biologica, svoltasi a Montreal nel 2022, è stato adottato il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework for 2030, accordo internazionale, anche questo ratificato da 196 Paesi, fondamentale per arrestare e invertire la tendenza al declino della biodiversità entro il 2030. Tra i principali risultati di questo accordo citiamo l’impegno dei paesi partecipanti a proteggere il 30% delle aree terrestri e il 30% delle aree marine entro il 2030 (il cosiddetto “obiettivo 30×30”).
Dall’Europa all’Italia
L’Unione Europea ha aderito alla Convenzione sulla diversità biologica a partire dal 1993 (con la Decisione 93/626/CEE) e ha svolto fin dall’inizio un ruolo di primo piano in campo internazionale su questa tematica. Tra i provvedimenti adottati dall’Unione Europea per la protezione della biodiversità ricordiamo la Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, approvata nel 2020 come parte fondamentale del Green deal, che tutela la biodiversità in quanto l’unico modo che abbiamo sul pianeta per rimuovere grandi quantità di gas serra dall’atmosfera è attraverso i processi naturali, che avvengono in modo più efficace quando la biodiversità è sana e vitale. Per questa ragione la tutela della biodiversità è un pilastro imprescindibile del Green deal europeo.
La Strategia europea sulla biodiversità prevede due obiettivi principali:
Vale ricordare che i Regolamenti europei sono fonti giuridiche direttamente applicabili in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Il Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura è in vigore dal 18 agosto 2024. L’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’UE, deve presentare il proprio Piano Nazionale di Ripristino della Natura alla Commissione Europea entro il 1° settembre 2026.
Dalla Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 si discende quindi alle dimensioni nazionali che per l’Italia si traduce nella Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030, adottata nel 2023. La Strategia Nazionale ribadisce gli stessi obiettivi di quella europea e dell’accordo di Kunming-Montreal, tra cui quello di estendere le aree protette fino a raggiungere almeno il 30% del territorio italiano, sia a terra che in mare.
In questo quadro, di fondamentale importanza è anche la recente modifica dell’articolo 9 della Costituzione Italiana (2022), che ha elevato la tutela della biodiversità al rango di principio fondamentale della nostra Repubblica “anche nell’interesse delle future generazioni” (le cui implicazioni sono state discusse su ENERGIA dai giuristi Andrea Morrone, Andrea Leonforte e Lorenzo Parola, Stefano Grassi).
Il 10% del bilancio Ue 2026-2027
Segnaliamo infine che l’Unione Europea si è impegnata a destinare il 10% del proprio bilancio 2026-2027 alla tutela della biodiversità, come dichiarato in un’apposita Comunicazione della Commissione europea. Alcune iniziative riguardano anche la ricerca scientifica, come il maxi-bando in fase di approvazione dedicato alla biodiversità nel programma di ricerca Horizon Europe, con un finanziamento previsto di 230 milioni di euro per il periodo 2026-2027. Tra i temi di ricerca del bando è compreso anche lo studio Impact on Biodiversity of the Green Transition: il mondo della ricerca riconosce quindi che anche la transizione verde (che include lo sviluppo delle rinnovabili) può avere un impatto sulla biodiversità, come vedremo in un successivo approfondimento.
Alla base della legislazione qui citata, c’è la consapevolezza dei benefici attesi per la qualità della vita, la salute, l’alimentazione, l’economia, la protezione contro eventi estremi e la lotta ai cambiamenti climatici.
*Vincenzo Delle Site, Dipartimento di Ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti del Cnr