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2020-07-10 02:51

L’antisemitismo non muore mai

ODIO PER GLI EBREI, ODIO PER ISRAELE

Nei giorni scorsi avevamo deciso di scrivere un articolo redazionale per mettere in evidenza la persistente diffusione dell’antisemitismo nel mondo. L’occasione era data da un sondaggio molto ampio sull’intolleranza religiosa condotto dall’ Anti-Defamation League (ADL), la nota associazione nordamericana dedita a controbattere le falsità contro gli ebrei (ma non solo) diffuse da organizzazioni e governi razzisti. Sulla base di più di 53 mila interviste condotte in 102 paesi, il sondaggio forniva un “indice dell’antisemitismo” che permetteva di misurare, per vari paesi, il coinvolgimento della popolazione nel fenomeno. Purtroppo, contemporaneamente, l’odio per l’ebreo imponeva la sua sanguinaria attualità con l’attentato di Bruxelles: a dimostrazione che l’antisemitismo non muore mai. Per noi, per “l’Astrolabio” e per gli Amici della Terra, bisogna fare i conti con un ulteriore elemento di drammaticità: la nostra rete internazionale, nella quale noi rappresentiamo l’Italia, sembra che stia cedendo anch’essa al messaggio di odio che colpisce Israele, isolando sempre più l’associazione Amici della Terra Medio Oriente che ha fatto della convivenza pacifica dei popoli una parte centrale della propria missione.

Molte indicazioni possono essere tratte dallo studio della Anti-Defamation League, condotto a 70 anni dalla Shoah, ma la cosa essenziale ci sembra quella illustrata brutalmente dai risultati sintetici dal sondaggio: il 26% degli interpellati si è detto d’accordo con almeno 6 su 11 stereotipi negativi nei riguardi degli ebrei. Tra questi, il pregiudizio che «gli ebrei sono più fedeli a Israele che al loro paese» è uno dei più sentiti. Nel complesso, il 38% degli interpellati ha giudicato favorevolmente gli ebrei e il 21% negativamente.

Dal punto di vista geografico, l’antisemitismo è apparso più forte in Medio Oriente e Nord Africa (74% in media), dove il paese meno antisemita è l’Iran (56%). Al di fuori di questa regione, i paesi più antisemiti risultano Grecia (69%), Malaysia (61%) e Armenia (58%), due paesi sedi di cristianesimo orientale e una nazione islamica. In Europa occidentale, il valore medio è 24%, con l’Italia che mostra una percentuale più bassa della media europea, il 20%; certo, speravamo in un risultato migliore, dato che il valore europeo più basso è quello della Svezia, che è al 4%; né serve a consolarci il 37% della Francia. Gli Stati Uniti sono al 9%. Il 35% degli interpellati ha mostrato di non sapere in pratica nulla della Shoah. I paesi con più scarsa popolazione ebraica sembrano ospitare più antisemitismo degli altri.

Questi dati ci preoccupano e addolorano. Ci preoccupano perché, come hanno notato i pochi giornali che hanno commentato la notizia, questa idra dalle molte teste non muore mai, sembra anzi essere refrattaria ad ogni trattamento. Ci addolorano perché ci eravamo illusi – cristiani e ebrei, credenti e non – che nel nostro paese, nonostante i vulnus della storia (da Costantino e successori al Concilio Lateranense IV, dal Ghetto nell’Italia pontificia alle leggi razziali), la nostra umanità, il nostro comportamento da “brava gente”, che pure c’è stato, ci avesse in fondo salvato e riscattato. Ma questo non è vero: i comportamenti da “giusti” ci sono stati, e anche tanti, ma non hanno inciso sull’infezione insediatasi nelle nostre idee e nel nostro modo di essere. In effetti, sembrerebbe che le Giornate della Memoria, la vicinanza e le memorie reciproche e condivise, i seminari e le pubblicazioni, le commemorazioni e i dibattiti, non servano a niente – il che forse non è vero ma di sicuro impone che queste iniziative vadano valutate e riviste drasticamente.

Forse non a caso, e comunque confermando il permanere di un antisemitismo criminale nel mondo, un tipico sanguinoso atto terroristico con conseguenze mortali è avvenuto il 23 maggio scorso vicino al museo ebraico e alla sinagoga di Bruxelles. La matrice antisemita è stata riconosciuta da media e governi, polizie ed esperti.

Antisemitismo, antigiudaismo, antisionismo, odio contro lo stato di Israele: legami profondi, complessi, non sempre chiariti. Legami riconducibili a un antisemitismo che da secoli macchia la nostra storia. Un antisemitismo che i buoni comportamenti, il desiderio di pace, l’aspirazione ad un quadro di solidarietà e di cooperazione, non cancellano affatto, anzi rendono più grave.