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2021-03-04 02:09

Le reazioni in Italia

E’ ROTTURA FRA GLI AMICI DELLA TERRA E FOE INTERNATIONAL?

A seguito dell’ultimo numero de l’Astrolabio, dedicato alla questione dei rapporti degli Amici della Terra Italia con la federazione internazionale (Friends of the Earth International), abbiamo registrato molti messaggi di solidarietà fra cui l’articolo di Alberto Cuppini sulla Rete di Resistenza dei Crinali e una lettera di Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness, ai vertici di FoE International che riportiamo di seguito. Pubblichiamo anche un commento di Peppe Croce sul Sito Greenbiz, contrario alle nostre posizioni, ma utile perché entra nel merito di alcune nostre posizioni.

 

1) Chi tocca i fili dell’energia rinnovabile muore

2) Amici della Terra: altro che divisivi!

3) Amici della Terra nella bufera: greenwashing pro fossili?
Di Peppe Croce - Da Greenbiz dell'11 settembre 2014

A questo proposito della nota di Croce ci limitiamo a notare che ripropone vecchie contrapposizioni biunivoche: energia sporca vs. energia pulita, energia fossile vs. fonti rinnovabili, sostanze clima-alteranti vs. sostanze innocue, ecc.  Invece la realtà, come nei meccanismi naturali, è dose-dipendente, condizionata dal contesto e dal contorno, fenomenologicamente multifattoriale , “knowledge-intensive” e  di natura stocastica. Dice Croce “tertium non datur”: ma chi l’ha detto? In natura, si possono avere quattuor, quinque, e così via. Dipende … per citare una nota canzone. E’ ai politici (compresi i vari Legambiente, WWF e Greenpeace) che conviene il biunivoco bianco e nero.

L’allineamento è sbagliato non solo quando imposto dalle burocrazie delle associazioni ma anche nelle scienze della natura. Quello che non è sostenibile da una parte, lo è da un'altra. Persino la questione dell’esaurimento delle risorse è malposta (fin dal Club di Roma). Tutto o quasi dipende dalla distribuzione e dal contesto. Una fonte rinnovabile mal distribuita o mal gestita può essere meno adeguata di una fossile trattata acconciamente.

Il mondo è troppo complicato e per noi prezioso per farlo governare dagli eredi di Hegel, di destra e di sinistra, e dalle burocrazie ideologizzate. D’altronde, i loro fallimenti sono sotto gli occhi di tutti.

Non possiamo che continuare sulla nostra strada.