Oggi:

2019-09-18 14:57

Di Quanti Amici Abbiamo Bisogno: Frivolezze e Curiosità Evoluzionistiche

di: 
Robin Dunbar

Recensione di Francesco Mauro

Questo libro ci è stato segnalato da Giuseppe Morabito, architetto, professore emerito di Sperimentazione di sistemi e componenti alla Facoltà di Architettura Valle Giulia de La Sapienza di Roma. Amico di una vita, lui, la moglie (che da qualche anno ci ha lasciato), i figli, persino i nipoti; è il mio segnalatore segreto di libri da leggere. Libri interessanti più che importanti, interdisciplinari, spesso all’incrocio delle tematiche, anche tematiche molto distanti, fra l’uomo e le macchine, fra la matematica e la tecnica, la poesia e la geologia. Io cerco di ricambiare, ma i suoi libri sono sempre più peculiari, hanno un non so che di pazzia, sono esoterici, ma sempre molto utili, anche pratici, applicabili.

Questo libro ne è un esempio, il suo autore ancor di più. Robin Ian MacDonald Dunbar, nato nel 1947, è un antropologo e psicologo evolutivo, specialista nel comportamento dei Primati, che insegna e ricerca all’Università di Oxford. Con un cognome scozzese (ma è nato a Liverpool in una famiglia di professionisti), una carriera universitaria impeccabile, fra cui Oxford e Cambridge, non è molto noto al di fuori dell’ambiente specialistico, ma è conosciuto da molti per un suo contributo: il numero di Dunbar (molti addirittura sanno di questo numero senza il nome dell’autore).

Il numero di Dunbar è un limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili (conosce l’identità di ciascuna persona e la relazione fra ogni persona e le altre  persone). Dunbar ha misurato questo numero in 150, fino a 250, tipico della nostra specie, e sostiene che nei Primati sia correlato alle dimensioni della neocorteccia. Dunbar ha in realtà osservato diversi livelli numerici: 3-5 (un gruppo di amici stretti, intimi, che operano insieme), 15 (le persone che dormono nello stesso bivacco), 30-50 persone (una banda di cacciatori-raccoglitori), 150-200 (lo spazio sociale che si riesce a gestire), 500 (un clan, un villaggio), 1500 (una tribù) e 5000 (secondo i greci il numero ideale per una democrazia). Con questi numeri si possono spiegare anche l’organizzazione militare (squadra, plotone, compagnia, battaglione, reggimento), quella della divisione del lavoro, i gruppi religiosi, il divertimento e cosi via. Da discutere la posizione della famiglia.

Dunbar ha scritto un libro che parte da questi numeri e arriva alle convivenze nelle nostre vaste società complesse. E’ un libro che a noi può apparire molto britannico, molto aneddotico. Ma in realtà, il libro appare così perché è il collage revisionato di una serie di articoli. Il tutto inserito nel quadro dell’evoluzione i snoda inventato Darwin – e Wallace, Huxley, Wells, ecc. – e gli ha lanciato contro la più forte reazione fondamentalista di tutti i tempi, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Mentre in Italia abbiamo represso Galileo, ma poi buoni evoluzionisti sono diventati persino i Gesuiti. Qui da noi, nessuno si sognerebbe di cacciare da una scuola un professore evoluzionista. E se proprio questo professore venisse  contestato, lo sarebbe da un punto di vista marxiano, non fondamentalista.

Queste differenze Dunbar non ce le spiega, ma ci prova con tante altre. Il percorso si snoda dai numeri al darwinismo, dal rapporto fra le specie del genere alla cultura, ai comportamenti umani, allo spirito te. Il libro è scritto in modo piacevole, si può leggere un pezzo alla volta. Molto brava la traduttrice, Angelica Kaufmann, che ha dovuto combattere con il linguaggio specialistico e con i modi di dire inglesi.

 

Robin Dunbar. Di Quanti Amici Abbiamo Bisogno: Frivolezze e Curiosità Evoluzionistiche, Raffaello Cortina Editori, Milano, 2011 (in lingua originale 2010), Euro 23,00.