Oggi:

2020-07-10 02:19

Molotov con Orologio

IL MINUSCOLO PROBLEMA DI ROLEX

di: 
Beniamino Bonardi

Non è la prima volta che Gianpaolo Marini, oggi amministratore delegato di Rolex Italia, prende carta e penna per difendere l’onore dell’azienda. Lo fece già nel gennaio del 2000, quando era direttore commerciale dell’azienda, dopo che era venuto alla luce che la Roma, presieduta da Franco Sensi, a Natale aveva regalato due Rolex d’oro da 25 milioni di lire ai due designatori arbitrali Pairetto e Bergamo. Altri 37 Rolex d’acciaio, dal prezzo variabile tra i tre milioni e mezzo e i sette milioni di lire, erano stati regalati ad arbitri di serie A e B. Il tutto, a un prezzo economicamente conveniente. Subito Marini diffuse una nota a proposito di “vendite straordinarie di orologi Rolex effettuate alla società Roma Calcio”, precisando che erano “stati ceduti da un rivenditore autorizzato Rolex alla società Roma Calcio 41 orologi Rolex alle normali condizioni di sconto del 20 per cento sul prezzo di listino praticate per forniture ad aziende. Qualsiasi diversa notizia è destituita di fondamento”. Rolex annunciava di riservarsi “ogni azione a tutela del buon nome e dell’immagine della marca”.

La passione della Roma per i Rolex è proseguita negli anni e così, alla cena di Natale del 2013, il presidente James Pallotta ne ha regalato uno da circa diecimila euro a tutti i giocatori della sua squadra. In questo caso, nessuno scandalo e nessun intervento del rappresentante di Rolex.

Niente carta e penna, da parte di Gianpaolo Marini, neppure due mesi fa, quando, a proposito di figli di papà, dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta su diversi appalti legati alle Grandi Opere, emerse un Rolex da diecimila euro, regalato per la laurea dall’imprenditore Stefano Perotti al figlio del ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi, che si dimise pochi giorni dopo.

Invece, quando in una foto compare un orologio che sembra un Rolex al polso di una black-bloc, durante le devastazioni del 1° maggio a Milano, l’amministratore delegato di Rolex Italia non prende solo carta e penna ma compra una pagina sui principali quotidiani, infuriato con il presidente del Consiglio Renzi e con il ministro dell’interno Alfano per le loro dichiarazioni, in particolare per quella che dichiarava “sconfitti i soliti farabutti col cappuccio e figli di papà con il rolex”.

Questa volta, Gianpaolo Marini sente il bisogno di polemizzare, puntualizzare, chiedere una dichiarazione di rettifica. Mette in dubbio che quell’orologio sia un Rolex e, ancor di più, che sia un Rolex autentico. Protesta per l’affiancamento “alla devastazione di Milano e all’universo della violenza eversiva”. Ma soprattutto una cosa lo indigna, perché va bene tutto – Rolex regalati inopportunamente a designatori di arbitri, arbitri e figli di papà ministri - ma che “la parola ROLEX” venga scritta “in caratteri minuscoli e in forma sostantivata generica” costituisce un’offesa davvero intollerabile.