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2020-07-14 05:55

Una risoluzione del Parlamento europeo chiede agli Stati membri di collegare le reti elettriche nazionali

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 15 dicembre, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla realizzazione dell’obiettivo del 10% per le interconnessioni elettriche, sostenuto dalla Commissione Ue, in cui si afferma che un mercato dell’elettricità europeo pienamente integrato potrebbe tagliare le spese di almeno 2 euro per MWh e quindi far risparmiare agli utenti, entro il 2030, fino a 40 miliardi di euro l’anno. Per ottenere tale risultato, i paesi membri dovrebbero investire 150 miliardi di euro.

Secondo la risoluzione, garantendo che almeno il 10% dell'elettricità prodotta dalle centrali elettriche di ogni Stato membro possa essere inviata ai paesi vicini, si verrebbe a creare una rete strategicamente “più resiliente e solida”. Il testo aggiunge che l'obiettivo attuale dell’Ue del 10% entro il 2020 è “significativo” ma “non rispecchia sempre la situazione del mercato”. Infatti, la risoluzione “deplora il fatto che dodici Stati membri, situati perlopiù alla periferia dell’Ue, non abbiano raggiunto l’obiettivo del 10 % di interconnessione elettrica e siano quindi ampiamente isolati dal mercato interno dell’energia elettrica”.

I dodici paesi sotto il target del 10% sono Italia, Cipro, Estonia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Regno Unito.

La risoluzione afferma che “le energie rinnovabili, una maggiore efficienza energetica e un mix energetico sostenibile che conducano a risparmi di energia, nonché un mercato interno dell’energia che consenta a quest’ultima di circolare liberamente, sono mezzi importanti per realizzare un sistema energetico stabile, sicuro, indipendente, inclusivo, trasparente e competitivo nell'Ue, in grado di creare posti di lavoro di alta qualità e ricchezza nell'ambito di un'economia sostenibile e orientata al futuro”. In questo scenario, “l’interconnessione elettrica costituisce uno dei presupposti fondamentali per completare un mercato interno integrato dell’elettricità dell'Ue che, se ben definito, contribuirà a conseguire gli obiettivi relativi al clima, incluso quello dell’Ue di diventare leader nel settore delle energie rinnovabili, a migliorare la posizione geopolitica dell’Ue grazie all’aumento della sicurezza e dell’indipendenza energetiche, come pure a ridurre l’isolamento energetico e la possibilità di perturbazioni dei sistemi di energia”.

Secondo i parlamentari europei, “i benefici di un aumento sostanziale dell’interconnettività della rete europea vanno ben oltre la dimensione economica e geopolitica: si tratta di un principio strategico che dovrebbe portare a una rete più resiliente e solida, in grado di rispondere meglio a tutte le forme di perturbazione e cambiamento, e che consente alla crescente quota di energia proveniente da fonti rinnovabili di mescolarsi in modo efficiente nella rete europea”.