Oggi:

2020-10-01 20:36

Poi, Non Vi Lamentate

VOTA NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

di: 
Rosa Filippini

Non pensate che non vi riguardi, che sia inutile o che sia troppo tardi. L’appuntamento elettorale di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 non va preso sotto gamba perché, senza una reazione adeguata, le conseguenze della legge che taglia la rappresentanza parlamentare si riveleranno pesanti per il futuro della Repubblica. La vittoria del NO a questa controriforma è ancora possibile ma, quale che sia l’esito del voto, è l’ora di tirar fuori il cervello dall’ammasso, l’ora di battere un colpo contro la demagogia. Altrimenti, poi, non vi lamentate.

I sondaggi – o chi ce li racconta - dicono che il SI vincerà a mani basse e alcuni cinici cultori di tattica politica cercano di persuaderci che questo esito è predestinato, che non farà poi così male e che, in fondo, è meglio adattarsi da subito al peggio, rivendicando un pezzetto di vittoria piuttosto che subire una sconfitta.

È il ragionamento codardo che hanno seguito i parlamentari che, nei mesi scorsi, hanno approvato la cosiddetta riforma del taglio delle poltrone pur essendo contrari. Siccome la rabbia dell’opinione pubblica contro “la casta” dei politici non sembra arginabile – hanno pensato - tanto vale deglutire il rospo del populismo e farselo piacere, arrampicandosi sugli specchi per trovare altre ragioni per giustificare la propria scelta, oltre quelle sguaiatamente demagogiche cavalcate dai grillini.

Ma non è vero niente. Nonostante il ritardo dell’informazione di giornali e TV, nonostante la sproporzione delle forze schierate, nonostante l’osticità degli argomenti di portata costituzionale, i sondaggi (finché è stato possibile pubblicarli) hanno rilevato un’impressionante rimonta del No.

Dunque, il popolo non è così bue come credono costoro. È stufo sì della classe politica, ma soprattutto di quella che gioca sempre al ribasso, che non sa o non ha il coraggio di sostenere le proprie idee, che rinuncia con facilità ai propri principi. Non sono le poltrone da tagliare ma i culi di quelli che le occupano senza merito e senza vergogna (alle urne, si intende).

E se vogliamo che politici più seri e coraggiosi crescano e si facciano strada, vale la pena non rinunciare a ragionare, discutere, convincere, anche se mancano solo tre giorni al voto.

Alla contestazione sistematica della supposta “riforma” hanno provveduto molti e qualificati interlocutori, soprattutto sugli aspetti di carattere costituzionale. Io voglio aggiungere solo qualche elemento di riflessione derivato dal punto di vista di chi si occupa di ambiente e di sviluppo sostenibile.

- Anche volendo inseguire la demagogia, il cosiddetto taglio delle poltrone non colpisce affatto “quelli che comandano”. Non colpisce il governo e la burocrazia, non sferza le amministrazioni e i ministeri. Si propone invece di punire - e punisce - esclusivamente il Parlamento, ovvero l’istituzione che rappresenta i cittadini e che per loro conto approva leggi e indirizza le politiche.

- Di più: la motivazione principale della “riforma” consiste nell’additare i parlamentari come costosi e inutili fannulloni. Proprio quello che serve per screditare e indebolire l’istituzione che rappresenta il popolo -tutto il popolo, anche le minoranze e le opposizioni- difronte agli altri poteri istituzionali e, soprattutto, difronte al potere economico e a quello della comunicazione.

- Il Parlamento è quello che può controllare l’operato del Governo, verificare gli esiti della sua attività e l’impatto delle sue decisioni sui territori. Colpire la rappresentatività e l’autonomia dei parlamentari, per i cittadini, è autolesionismo puro. Per chi lo ha promosso, il taglio è un disegno perverso che mira ad azzerare non solo le minoranze e le opposizioni ma la stessa partecipazione dei cittadini che avranno sempre meno possibilità di essere ascoltati o di trovare interlocutori utili per le loro istanze.

- Il taglio colpisce la rappresentanza di intere regioni, quelle più piccole e meno popolose – dall’Abruzzo all’Umbria, alla Liguria, alla Basilicata - e molti capoluoghi di provincia. Sono luoghi dove più facilmente si consumano prepotenze a scapito dell’ambiente naturale senza che la cosa faccia scalpore, senza che nessuno ne parli. Potersi rivolgere a un eletto dell’opposizione o delle minoranze politiche può fare la differenza in molte vertenze per la tutela ambientale dei territori.

- Non è vero che la modifica delle leggi elettorali aggiusterà le cose. Ammesso che questo Parlamento riesca a varare una legge, nel caso di un rafforzamento del criterio proporzionale, per le minoranze sarà ancora più difficile superare le soglie di sbarramento e avere eletti nei territori a minore densità di popolazione.

- A proposito della qualità degli eletti, i capi dei partiti avranno ancora minore disponibilità a candidare personalità di rilievo dotate di autonoma capacità di giudizio e di iniziativa: con la scarsità di seggi disponibili preferiranno premiare i propri supporters, fatalmente interessati più ad una carriera stabile che al merito dei problemi.

- La formazione delle politiche avrà minori occasioni di confronto e condivisione. Le decisioni avverranno in ambiti sempre più ristretti e poco trasparenti. Aumenterà il peso delle scelte ideologiche che prescindono dai dati della realtà. Sarà favorita la propaganda rispetto alla discussione.

- La vittoria del Si incoraggerà la classe politica verso la direzione peggiore. Le riforme che si annunciano prevedono una totale equiparazione di Camera e Senato, esasperando il problema vero che abbiamo, quello del bicameralismo perfetto che determina la scarsa efficienza del Parlamento. Addirittura i grillini propongono l’introduzione del vincolo di mandato. Chi ci dice che gli altri partiti, a cominciare dal PD, non cedano anche a questo definitivo smantellamento del dettato costituzionale verso l’azzeramento della rappresentanza democratica in favore di una vera e propria dittatura delle segreterie dei partiti?  

Poi non vi Lamentate

Purtroppo, le cose sono andate male, come paventato dai Media che hanno certo favorito tale esito. Peccato.

Tengo comunque a ringraziare Rosa Filippini per il tentativo fatto di far ragionare i connazionali, perchè poi le conseguenze di questa infelice scelta ricadranno su molti di noi.

Ora vi è ancora la possibilità di influire sugli eventi, perchè ragionando sul tema e facendosi sentire si avrà ancora la possibilità di almeno limitare i danni, nel contempo facendo sapere a chi di dovere che le cose importanti ed urgenti per il Paese sono davvero molte ed altre.