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2020-07-10 02:51

E ora la peste tocca l’ambientalismo

ODIO PER GLI EBREI, ODIO PER ISRAELE

di: 
Redazione

Un brutto passo falso di Friends of the Earth International: restano isolati i pacifisti di FOE Middle Est.

Per gli Amici della Terra Italia è sempre stato motivo di orgoglio far parte di una Federazione internazionale che aveva scelto, a metà degli anni ’90, di essere rappresentata in Medio Oriente da un unico gruppo, Friends of the Earth Middle Est (FOE Medio Oriente), un’associazione di cultura pacifista, formata da ambientalisti israeliani, giordani e palestinesi, determinati a lavorare insieme  nonostante le drammatiche difficoltà che un simile proposito incontra in zone di guerra.  E non solo in zone di guerra, purtroppo, ma anche presso parti del movimento ambientalista affette da un deleterio conformismo.

Infatti, fra le tante difficoltà, FOE Medio Oriente  è stata da subito avversata da un’organizzazione denominata PENGON (Palestinian Environmental NGOs Network  cioè: Rete Palestinese delle ONG Ambientali), che assomiglia poco a un’associazione ambientalista e sembra piuttosto un’articolazione burocratica di funzionari dell’Autorità Palestinese finalizzata a controllare la situazione e ad evitare l’evoluzione di strutture che possano non rispondere pedissequamente all’Autorità.

Fin dall’inizio degli anni duemila, PENGON  si è rivolta alla Federazione Internazionale degli Amici della Terra (FOE International) per convincere i suoi membri e i suoi organi dirigenti a disconoscere FOE Medio Oriente da gruppo membro, contestando la legittimità proprio della decisione più rappresentativa del carattere pacifista di FOE International, quello di avere una rappresentanza unitaria per tre nazioni “nemiche”.  

Si è trattato di un lungo braccio di ferro per PENGON, condotto grazie all’appoggio, all’interno di FOE International, di alcuni gruppi, prevalentemente latino americani,  impegnati in ogni congresso mondiale a far votare mozioni indignate contro Israele, quale che fosse la sua politica nel corso degli anni. Così, PENGON ha  ottenuto gradualmente da FOE International prima il declassamento di FOE Medio Oriente da gruppo membro a gruppo affiliato (una forma di associazione minore, senza diritto di voto) e poi di essere riconosciuto come gruppo membro per la “nazione palestinese”, unico gruppo membro rimasto nella regione. Questa scelta in favore di PENGON è stata motivata in base al cavillo che il sistema federale internazionale dei Friends of the Earth prevede il riconoscimento di un gruppo membro per ogni Stato. Nella sostanza, la scelta corrisponde all’affermarsi negli anni ‘2000, in alcuni settori dell’ecologismo, di una maggioranza conformista su molti temi tipici del movimento no-global, compresa la questione dei rapporti israelo-palestinesi.

Attualmente è in corso un tentativo di espellere definitivamente dalla rete internazionale FOE Medio Oriente, l’associazione con membri israelo-giordano-palestinesi.  PENGON  usa la classica accusa (rivolta in particolare ai membri palestinesi di FOE Medio Oriente) di “collaborazionismo con il nemico” per aver partecipato ad una audizione presso il Parlamento israeliano sui temi di gestione delle acque e cerca di intimidirli per il fatto che, per motivi di sicurezza, hanno deciso di non  diffondere i loro nomi e le loro foto.

FOE Medio Oriente  ha perciò deciso di appellarsi a tutti i gruppi membri della Federazione dei Friends of the Earth nel mondo per chiedere solidarietà e resistere ai tentativi liquidatori.  Questa richiesta di aiuto, per il momento, è rimasta inevasa, salvo la netta presa di posizione degli Amici della Terra Italia, enunciata in una lettera fatta circolare fra i membri della Federazione internazionale.  Se questo silenzio dovesse continuare, la situazione diventerebbe insostenibile. Ci preoccupa, tra l’altro, nell’ordine del giorno della prossima riunione generale annuale di Friends of the Earth Europa, la programmazione dell’ennesimo “viaggio di solidarietà in Palestina e ulteriori iniziative”, preparato esclusivamente insieme a PENGON.

Tutto ciò paradossalmente avviene proprio quando Abu Mazen, forse ad uso dell’opinione pubblica occidentale, dichiara di riconoscere la Shoah, un passo essenziale per riprendere i negoziati per la pace, evocati dall’offerta papale di una sede per una preghiera comune.

Gli Amici della Terra Italia sostengono FOE Medio Oriente e ne apprezzano il coraggio e la perseveranza.  La pace un giorno ci sarà e sarà costruita da persone come loro capaci di lavorare insieme per l’ambiente in un territorio dove energia, acqua, rifiuti, biodiversità, natura e beni culturali non sono facilmente separabili in enclave nazionalistiche. 

 “La rassegnazione, a volte, diventa un inconsapevole scivolo verso la neutralità. La neutralità al cospetto dell’ingiustizia si rivela una forma di complicità”. (Desmond Tutu, citato da Barbara Stefanelli su “Il Corriere della Sera”, 17 maggio 2014).

E ora la peste tocca l’ambientalismo

Condivido la posizione espressa dalla redazione. Quando gli obbiettivi sono la pace ed il rispetto della natura non ci si può tirare indietro.