Oggi:

2020-07-10 21:17

In Memoria

E’ MORTO FRANCESCO MAURO

di: 
Mario Signorino

Addio Francesco, carissimo. Eravamo diversi, diverse erano le nostre storie, ma eravamo legati da uno stesso sentire e da obiettivi comuni. Tu  partivi dalle tormentate vicende dell’Enea, l’ente scientifico per il quale fino all’ultimo hai professato un vero innamoramento.  Noi venivamo da decenni di critiche all’ambientalismo di maniera.

Insieme abbiamo dato vita a una battaglia delle idee che non ha riscontro in Europa. Si tratta di temi che dovrebbero stare al centro di grandi politiche riformatrici: il giusto rapporto tra  l’attività di valutazione scientifica e le politiche pubbliche, la corretta percezione dei problemi , il buongoverno dell’ambiente e delle risorse. A questi temi abbiamo lavorato insieme con grande impegno, con momenti particolarmente intensi come l’istituzione dell’ANPA (l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) e la pubblicazione dell’ “Astrolabio”, di cui sei stato direttore scientifico. Ora sarà tutto più difficile.


Radiobiologo, esperto di effetti biologici e sanitari degli agenti nocivi, dopo una  lunga esperienza internazionale è stato direttore del Dipartimento Ambiente e coordinatore della Divisione di Biotecnologie e Agricoltura dell’ENEA, già vice-presidente dell’organo tecnico della Convenzione sulla Diversità Biologica, docente e consulente di sostenibilità ambientale. Collaboratore “storico” dell’associazione degli Amici della Terra e direttore scientifico de l’Astrolabio.

inviato da Nando Tagliacozzo

Io conoscevo Francesco dall'inizio degli anni '60, forse addirittura dalla fine degli anni '50. E lui sosteneva di ricordarsi di me addrittura dalla fine degli anni '40 per una amicizia commerciale/familiare: suoi nonni erano clienti del negozio di mia madre a via Depretis, vicino via Urbana: zona monticiana di Francesco. Poi all'università, Istituto di genetica, dove mia moglie era interna, con il prof Montalenti. Poi lui è andato in America e in giro per il mondo. Ma quando è tornato ci siamo incontrati quasi subito, per caso, alla birreria di piazza SS. Apostoli: sempre le stesse zone. Sono passati gli anni, cambiate le case, Grottarossa, Tor Lupara, poi Tragliatella. Qualche villeggiatura insieme: Levanzo, il Feudo. Poi sono nati i figli. Qualche screzio, forse anche qualche litigio. Poi si è sviluppata quella frequentazione basata sulla sua notevole preparazione storica. Nei miei lavori di questi ultimi anni, mentre andavo girando per le scuole, c'è, in tutti, la mano di Francesco. Che fine ha fatto la sua storia urbanistica di Roma, che abbracciava secoli? E il lavoro sulle ferrovie "perdute" intorno a Roma ? Ma dove li trovavi i dati, le informazioni ?
Ricordo una discussione sulla controversia tra Paolo e Pietro, i Santi, e lui citava a memoria il passo, il verso. Del suo lavoro sull'Islam che ne sarà ?
Quando al suo funerale, tra una lacrima e l'altra, ho biascicato qualche parola l'ho definito un "tuttologo". E' espressione che si presta ad equivoci. Ma Francesco era un tuttologo preparato e documentato. E si ricordava.
L'ultimo lavoro che stavamo facendo insieme, impegnativo, "Roma, Atene Gerusalemme... e Cartagine" L'idea originale era mia ma l'ha sviluppata e inquadrata e messa a punto lui. Insomma alla fine il lavoro era più suo che mio. Come sempre costruttivo e propositivo oltre le diversità di opinioni. E adesso con chi lo finisco quel lavoro ?

inviato da Anna Cividalli

Caro Francesco
ormai sono passati tanti giorni e sembra ancora impossibile che tu non sia li, pronto a fare due chiacchiere. Anche negli ultimi due mesi, così difficili, ci hai sempre accolto dicendo: "mi sento bene, sempre meglio".
Ci conosciamo da quando avevamo vent'anni: quando, incinta, dovevo stare a letto sei uno dei pochi amici che è venuto a tenermi compagnia. Le nostre vite sono corse parallele, incontrandoci magari per caso dopo anni e poi ricercandoci. L'incontro con Lois, le vacanze insieme, la nascita dei figli e poi il lavoro. Il lavoro con lo slancio e l'entusiasmo dei primi anni, e poi anche le discussionni ed i litigi che hanno infine portato a rafforzare il nostro legame rendendolo come di famiglia. Le giornate passate da voi con i vostri impareggiabili amici "giovani" che ci hanno sempre accolto con affetto: le Pasquette, i Capodanni. Come fare a mantenere in vita tutto questo senza di te?

inviato da Agostino Brusco

La scomparsa di Francesco Mauro mi ha molto rattristato e nei giorni
successivi non ho potuto non pensare alla sua figura, alla nostra
conoscenza, avvenuta molti anni fa all’inizio del mio impegno negli
Amici della Terra.
Ho avuto modo in questi tanti anni di incontrarlo e di scambiare
opinioni su diverse questioni ambientali e lui era sempre disponibile
alla discussione.
Tralasciando le sue straordinarie e risapute conoscenze tecnico-
scientifiche, ho sempre constatato che accanto al professionista, allo
studioso, viaggiava parallelamente una persona carica di straordinarie
doti umane. Si poneva sempre nei confronti del suo interlocutore come
se fosse lui la persona a dover comprendere e non viceversa.
La sua passione la coglievi nel suo modo di trattare con intensità e
serietà le questioni oggetto di discussione.
Da quelle discussioni cariche di passione e competenza, mi è capitato
poche volte di distrarlo, e solo quando lo portavo a parlare della
Calabria. In quelle occasioni ho sempre riscontrato in lui una certa
commozione per qualcosa che in fondo gli apparteneva, sin dal nostro
primo incontro mi aveva confidato di avere origini calabresi.
Non potrò mai dimenticare la sua voce carica di dolore e di tristezza
quando la mattina dell’otto gennaio del 2014 mi telefonò per
annunciarmi la scomparsa di Walter.
Grazie Francesco per il tuo impegno, la tua passione e, soprattutto,
la tua umanità che hai trasmesso a tutti noi.

ciao frankie

Grande Francesco,
sorpresa delle sorprese il tuttologo ci ha salutato in punta dei piedi dispensando consigli e chicche fino alla fine,come facevi da sempre da 40anni,da quando per la prima volta entrasti nella vita mia e di Mario,da ragazzini siamo diventati grandi,e di ricordi davvero tanti ,che ci fanno sorridere e con il sorriso che vogliamo ricordarti a partire dalla roulotte fuori casa tua,che era rifugio per i piccoli che avevamo,al viale di sassi che io ho smontato togliendoli per coprire una buca,al campo di cocomeri,a gli gnocchi,nelle tavolate fuori in giardino.
Ne avrei davvero tanti e tutti presenti che non basterebbe un libro
faccio finta che sei ad aspettare noi per un invito a cena per giocare magari al mercante in fiera
ciao francesco ti abbraccio

invia da Carlo Ottavi

Conoscevo Francesco dai primissimi anni 90, ma la nostra frequentazione è divenuta più fitta, fino a diventare amicizia intrisa di affetto e stima da sei sette anni, da quando, mi coinvolse in Amici della Terra e Astrolabio.
Non mi metterò a tessere le sue lodi umane e professionali, considerato che potrei aggiungere poco a quanto scritto da chi mi preceduto.
Voglio solamente e semplicemente ricordarlo: ciao Amico mio, mi mancherai.

inviato da Giovanni Lelli

Ricordo l'ultimo incontro con Francesco Mauro-casuale, all'ingresso della sede ENEA, a Roma- non era piu' il collega vivacissimo che ricordavo: la malattia aveva gia' minato il suo corpo, lasciando tuttavia intatto il suo sguardo e la capacita' di analisi e critica.

Ricordo quella breve conversazione che fu un momento, l'ultimo, di un lungo dialogo iniziato tanto, tanto tempo addietro. Parlammo dell'ENEA e dell'importanza che ha per lo sviluppo tecnico scientifico del Paese.

Fu un piacere parlare con Francesco di quel tema: provava amore per l'ENEA, aveva una competenza vera frutto di un impegno costante, mantenuto in tutta la sua vita.

Era un vero esperto di problemi ambientali che sapeva impostare, come poche persone sanno fare, nei giusti contesti scientifici e tecnici ma anche in quelli economici e sociali che inevitabilmente li permeano. Lo faceva seriamente, con grinta e con rigore scientifico. Un abbraccio, caro Francesco

Ciao Francesco

Ho appreso della tua scomparsa ieri sera e mi è veramente dispiaciuto. Abbiamo avuto modo di scambiare delle email affettuose e, soprattutto, di confrontarci con le tue idee brillanti e controcorrente.
Ciao Francesco,
Agime Gerbeti

Un ricordo di Francesco Mauro

E’ difficile testimoniare i contenuti di una sintonia fatta di dissensi, eppure era proprio questo il rapporto che mi legava all’amico e collega Francesco Mauro recentemente scomparso. Dissensi su contenuti puntuali espressi con la dialettica polemica tipica dei rapporti all’interno del mondo della ricerca: sul ruolo dell’ENEA sempre in bilico tra scienza e sviluppo per il mondo produttivo, ma con una comune convinzione profonda che l’ENEA fosse la sede dove l’equilibrio si poteva e si doveva trovare; sulla lettura e sulle prospettive della società italiana degli ultimi decenni del secolo scorso, ma con una fede condivisa sul metodo del dialogo e della democrazia e un ottimismo di fondo senza mai arrendersi ai profeti di sventura; sul livello di flessibilità nelle scelte programmatiche e nei meccanismi gestionali, ma un comune senso del dovere in capo a chi produce conoscenza nel sistema pubblico della ricerca e sviluppo di restituire al Paese un valore proporzionato anzi superiore, e di molto, a quello delle risorse investite per permetterci di svolgere questo lavoro, meglio questa funzione.
Su di un punto non c’era nemmeno bisticcio verbale: un rispetto incondizionato delle regole di professionalità e serietà in ogni aspetto del lavoro, fino alla comunicazione all’esterno delle idee e dei risultati dell’attività di ricerca, nelle loro certezze e nelle loro incertezze, viste dinamicamente come una sfida continua. Corollario di questa scelta di fondo erano, oltre a un impegno temporale e direi fisico prossimo alla paranoia, alcune convinzioni anticipatorie di posizioni poi diffuse, ma poco praticate altrove quando all’ENEA le venivamo costruendo: il rischio zero non esiste; i confini disciplinari vanno superati per creare nuovo sapere e nuovi paradigmi (fisica biologia scienze naturali tecnologia erano per Francesco sorgenti, da integrare, di conoscenze modelli, visioni del mondo); cambiare idea quando emergono nuovi elementi è insieme un diritto e un dovere.
Per ultimo voglio citare un elemento che lo ha fatto restare sempre giovane e motivato: l’impegno di formare giovani, la capacità di catturarne lo spirito stimolando la capacità di impegno: mi piace ricordare che veniva sempre a pretendere possibilità di borse di studio, di stage di assegni di ricerca di assunzioni ben sapendo che nei limiti del possibile anziché contrarlo cercavo di scavalcarlo in questo suo desiderio di costruire all'ENEA una scuola di talenti che credessero nel loro ruolo. Nel dolore per la sua scomparsa mi conforta che per merito degli Amici della Terra e dell'Astrolabio ha potuto vivere questa sua vita in prima linea fino agli ultimi giorni.

Ciao Francesco!

Il dolore ed il vuoto in cui mi lascia la improvvisa scomparsa di Francesco Mauro è enorme.

Francesco era una persona straordinaria. Ho avuto il privilegio di conoscerlo e condividere con lui questo mio primo anno e mezzo di collaborazione con la sede nazionale. Francesco mi è stato molto vicino, mi ha aiutato e supportato continuamente incoraggiandomi con costanza in tutte le attività che abbiamo condiviso.
Come molti di voi sanno Francesco è stato uno dei principali artefici della newsletter degli Amici della Terra L’Astrolabio, una delle sue principali anime.

Raramente ho conosciuto persone in possesso di una cultura tanto vasta come quella che possedeva Francesco Mauro. Con lui era possibile parlare praticamente di ogni argomento: da quelli più prettamente tecnico-scientifici a quelli di cultura generale e financo di sport, in particolare di calcio, (Francesco era un grande tifoso della Roma).

Ma Francesco era molto più di questo: oltre ad essere una persona dalla spiccata sensibilità umana egli era anche un lavoratore infaticabile; nonostante l’età e gli acciacchi fisici di cui soffriva, sul piano professionale era letteralmente inarrestabile. E questa sua dote, unita a tutto il resto, ha rappresentato, per i molti tra noi che hanno avuto la fortuna di stargli al fianco in sede nazionale, un grande stimolo oltre che un esempio costante ed esemplare.

Ciao Francesco, ci mancherai tantissimo.

Michele Salvadori

inviato da Leonello Serva

Ciao Francesco, Ti conoscevo da tempo ma qui a L’Astrolabio ho avuto la fortuna di operare con Te. Abbiamo fatto bellissime discussioni, a volte anche molto vivaci, ed insieme abbiamo pensato, ragionato e scritto articoli. Durante questo periodo oltre alla  vasta cultura ho ammirato la Tua positività, che non hai mai perso, neanche dopo l' incidente, e il tuo spirito veramente libero. Non pensavo, tuttavia, di dover smettere così presto questa collaborazione, ma confido che essa potrà riprendere  in un ambiente, purtroppo per Te, biancoceleste.

inviato da Roberto Mezzanotte

Pe’ Francesco

Na buca pe’ la strada, er brecciolino,
Na rota che te slitta, ‘n brutto botto,
‘N arbero che t’abbraccia, ‘n osso rotto,
E mo è così che ‘n ce sta più Pasquino.

A Marforio la vena je s’appanna,
Ché nun po più scambià manco na rima
Pe’ ricordà ar lazziale chi commanna,
Pe’ tifà giallorosso come prima.

Mo ce se chiede, ne sta nova sede,
Chi potrà prenne er posto ch’era tuo
E che invece nun hai potuto vede.

Sei nato monticiano, Sor Pasquino
E nun hai fatto in tempo, pe’ sta sorte,
A diventa, co’ noi, trasteverino.