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2020-07-10 22:13

Sanzioni inefficaci per il mancato rispetto del nuovo limite di zolfo sul trasporto marittimo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

500 milioni di dollari. E’ questo, secondo uno studio dell’Ocse, il maggior costo determinato, nel 2015, dall’entrata in vigore della norma che ha abbassato dall’1% allo 0,1% il tenore massimo di zolfo nel combustibile delle navi nelle zone dell’Emission Contro Area (ECA): Mar Baltico e Mare del Nord, Nord America (la fascia costiera degli Stati Uniti e del Canada) e Centro America (la fascia costiera degli Stati Uniti e l’arcipelago caraibico).

Al di fuori delle zone ECA, l’attuale limite di zolfo nei carburanti è del 3,5%, che dovrà diminuire allo 0,5% dal primo gennaio 2020, anche se questa data potrebbe essere differita al 2025. Secondo l’Ocse, questo abbassamento del limite a livello globale comporterà maggiori costi compresi tra 5 e 30 miliardi di dollari l’anno, che prevedibilmente saranno scaricati sui clienti: il costo medio del trasporto dei prodotti agricoli potrebbe aumentare del 7,5%, per i manufatti l’incremento sarebbe del 3,5% e per le materie prime industriali del 16,4%.

Come riferisce l’agenzia Reuters, il problema segnalato dal rapporto dell’Ocse è che raramente le sanzioni per chi non rispetta i nuovi limiti sono maggiori dei costi necessari per adeguarvisi e quindi è fondamentale un’applicazione efficace delle nuove norme, per garantire parità di condizioni.

In questo articolo dell’Astrolabio, è stato sottolineato come l’introduzione di nuovi limiti alle emissioni nei trasporti marittimi dovrebbe spingere verso la sostituzione dei combustibili da petrolio con il gas naturale liquefatto, che, oltre a garantire il rispetto dei limiti sullo zolfo e ad eliminare in pratica il problema degli ossidi di azoto e delle polveri sottili, offrirebbe benefici significativi anche in termini riduzione delle emissioni di CO2.