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2026-08-26 13:45

Il presidente della Banca Mondiale lancia l’allarme sull’eccesso di centrali a carbone

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Per raggiungere l’obiettivo di mantenere l’aumento del riscaldamento globale al di sotto dei due gradi, come indicato dall’Accordo di Parigi, la misura più urgente è quella di “rallentare la crescita delle centrali elettriche a carbone”. Se tutte quelle attualmente previste fossero costruite, “specialmente in Asia, sarebbe impossibile rimanere al di sotto dei due gradi”. Lo ha affermato il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, intervenendo agli Annual Meetings 2016 Climate Ministerial, organizzati dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale a Washington. “Molti Paesi vogliono andare nella giusta direzione. Possiamo e dobbiamo tutti contribuire tutti a trovare soluzioni basate su energie rinnovabili ed efficienza energetica, che permettano loro di eliminare gradualmente il carbone “, ha aggiunto Kim.

Il presidente della Banca Mondiale ha indicato altre quattro aree in cui è necessario agire, per raggiungere gli obiettivi climatici. La prima azione necessaria, secondo Kim, è quella di inserire le ambizioni climatiche dei singoli Paesi emergenti nei loro piani di sviluppo e quindi i 90 miliardi di dollari di spesa previsti nei prossimi 15 anni per investimenti in infrastrutture dovrebbero essere destinati a investimenti per basse emissioni di carbonio e per la resilienza ai cambiamenti climatici.

La seconda area di intervento riguarda la diffusione di elettrodomestici ad alta efficienza energetica e un minor uso di idrofluocarburi (HFS) negli impianti di aria condizionata, il che si tradurrebbe in un mezzo grado in meno di riscaldamento globale entro la fine del secolo.

Infine, secondo il presidente della Banca Mondiale, da una parte il settore finanziario deve indirizzarsi verso la finanza green, abituandosi a valutare rischi e opportunità legate al clima, mentre i Paesi poveri devono essere aiutati ad adattarsi e a diventare più resistenti nei confronti dei cambiamenti climatici, che altrimenti spingeranno nella povertà estrema oltre cento milioni di persone entro il 2030.