QUEL CHE C’È DA SAPERE
L’International Maritime Organization (IMO) delle Nazioni Unite ha stabilito che dal 1° gennaio 2020 il limite massimo dello zolfo nei combustibili delle navi scenderà dall’attuale 3,5% allo 0,5%. La data del 2020 era stata decisa nel 2008, prevedendo però che potesse essere rinviata al 2025, dopo una verifica da fare entro il 2018. Le navi potranno soddisfare i requisiti di emissione di SOx nell’atmosfera anche utilizzando sistemi di filtraggio e depurazione delle emissioni, prima del loro rilascio in atmosfera.
La decisione è stata adottata sulla base di uno studio commissionare dall’IMO, secondo cui non ci saranno difficoltà di approvvigionamento di combustibile a basso contenuto di zolfo, anche perché è prevedibile che almeno 3.800 delle 97.000 navi esistenti adotteranno sistemi di filtraggio delle emissioni, continuando a usare combustibili tradizionali. Lo stesso studio non esclude consistenti rincari dei combustibili.
Secondo uno studio commissionato dall'industria marittima e petrolifera, invece, ci sarà un forte impatto a livello di capacità di raffinazione, che potrà ripercuotersi su altri settori, diversi da quello marittimo. Secondo l’International Chamber of Shipping, i maggiori costi sono valutabili tra i 50 e 100 miliardi di dollari l’anno.