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2020-07-07 11:13

Emissioni di PM10, ultimo avvertimento della Commissione Ue all’Italia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo la lettera di costituzione in mora inviata nel giugno 2016, la Commissione Ue ha inviato all’Italia un parere motivato, dando due mesi di tempo per “adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica”. La Commissione Ue specifica che si tratta di un “ultimo avvertimento”, che riguarda 30 zone di qualità dell'aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell'entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del dicembre 2012 aveva già ritenuto l'Italia responsabile della violazione della legislazione Ue per gli anni 2006 e 2007.

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L'avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).

La Commissione Ue ricorda che, in caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri sono tenuti a adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall'Italia non sono bastate a risolvere il problema.

Secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente, in Italia ogni anno l'inquinamento da polveri sottili provoca più di 66.000 morti premature, rendendo il nostro lo Stato dell’Ue più colpito in termini di mortalità connessa al particolato.

La direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria impone agli Stati membri di limitare l'esposizione dei cittadini a questo tipo di particolato e stabilisce valori limite per l'esposizione riguardanti sia la concentrazione annua (40 μg/m3), che quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte per anno civile.

La Commissione ha avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 nei confronti di 16 Stati (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell'Unione europea.

La Commissione ha inoltre intrapreso un'azione legale riguardante l'NO2 nei confronti di 12 Stati, attualmente oggetto di procedure d'infrazione: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Spagna e Ungheria.

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha commentato la lettera della Commissione Ue, che non è pubblica e a cui risponderà illustrando ciò che l’Italia sta facendo, dichiarando che ciò che lo preoccupa “non è la prospettiva di una sanzione europea, ma innanzitutto il rischio che corrono la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente”.