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2020-07-10 21:13

In arrivo il decreto sul Fondo per l’efficienza energetica

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo aver raggiunto l’intesa con il ministero dell’Ambiente, lo schema di decreto attuativo del Fondo per l’efficienza energetica è stato inviato alle Regioni e sarà esaminato dalla Conferenza unificata, probabilmente entro la metà di ottobre. Lo ha comunicato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, rispondendo per iscritto a un’interrogazione del M5S in commissione ambiente della Camera.

Il decreto, previsto dal decreto legislativo 102/2014, avrebbe dovuto essere emanato entro il 17 ottobre 2014 ma ha subito vari slittamenti, motivati dal governo con la concertazione tra le varie amministrazioni dello Stato interessate, la “naturale complessità di funzionamento” del Fondo e la necessità di un approfondimento sulla possibilità di prevedere delle sinergie tra il Fondo stesso e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (il cosiddetto Piano Juncker).

Il decreto deve individuare le priorità, i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del Fondo nazionale per l'efficienza energetica, nonché le modalità di articolazione per sezioni, e le relative prime dotazioni. 

Il sottosegretario Giacomelli ha anche risposto in merito al “bonus elettrico”, affermando che, con l'entrata in vigore della legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 124/2017), il governo potrà ampliare l'ambito della riforma già varata dal con il decreto ministeriale del 28 dicembre 2016, che ha aumentato lo sconto dal 20 al 30% e rideterminato le soglie Isee per l'accesso al beneficio, dando così “una prima risposta all'esigenza di strumenti più forti a vantaggio dei clienti in condizioni di disagio economico o fisico”. Il nuovo provvedimento potrà essere emanato nei termini previsti, ossia entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge sulla concorrenza. Il sottosegretario ha anche informato che uno dei temi allo studio è “quello di come rendere automatica e dunque, più semplice, la fruizione del bonus sociale”, e che sono stati avviati i necessari contatti con le altre amministrazioni interessate, in particolare Inps e ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per l'introduzione di procedure per l'interoperabilità delle banche dati esistenti.