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2018-10-23 23:16

Le Regioni chiedono la delega temporanea per poter decidere cosa non è più rifiuto

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo la sentenza del 28 febbraio scorso con cui il Consiglio di Stato ha stabilito che spetta al ministero dell’Ambiente e non alle Regioni stabilire cosa non è più rifiuto, il 19 aprile la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un ordine del giorno con cui chiede di modificare il Codice ambientale, salvaguardando le autorizzazioni già rilasciate e riconoscendo alle Regioni  la facoltà di decidere, caso per caso, quali rifiuti possono essere considerati fonti di materia prima seconda, in attesa dei regolamenti nazionali del ministero dell’Ambiente.

L’ordine del giorno approvato dalla Conferenza Stato-Regioni chiede al governo di promuovere la seguente integrazione al Codice dell’Ambiente:

“All’art.184-ter del Dlgs.152/2006 inserire il seguente comma:

6. Per ciascuna tipologia di rifiuto, fino alla data di entrata in vigore del relativo decreto di cui al comma 2, i criteri specifici di cui al comma 1 possono essere stabiliti dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per il singolo caso, nel rispetto delle condizioni ivi indicate, tramite autorizzazioni rilasciate ai sensi degli articoli 208, 209 e 211, nonché ai sensi del titolo l/l-bis della parte seconda del decreto legislativo n. 152 del 2006. Restano ferme le autorizzazioni già rilasciate, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, ai sensi degli articoli 208, 209, 211, nonché ai sensi del titolo l/l-bis della parte seconda del decreto legislativo n.152 del 2006, ove conformi alle condizioni di cui al comma 1".