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2026-08-26 04:13

Rifiuti speciali in provincia di Brescia, il governo dice no alla moratoria

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Camera ha approvato tre mozioni sulla situazione delle discariche di rifiuti speciali in provincia di Brescia, dove ne sono state censite 109, con 69 milioni di metri cubi di scorie sepolte in discariche autorizzate. Un territorio che, come risulta dai dati dell’Ispra, ha accolto nel 2016 il 76,47% dei rifiuti speciali interrati in tutta la Lombardia ed il 21,3% di quelli conferiti in discarica a livello nazionale, per un totale di oltre due milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti speciali.

La discussione è stata innescata da una mozione di Leu, sottoscritta anche dal Pd, che chiedeva una “moratoria del conferimento dei rifiuti speciali destinati all'incenerimento e al conferimento in discarica in provincia di Brescia e il blocco di nuove autorizzazioni all'apertura di nuove discariche per i prossimi 5 anni”. Questa parte della mozione di Leu e Pd, però, dopo il parere contrario del governo è stata respinta, così come una richiesta di moratoria più leggera chiesta da Forza Italia. Anche la mozione di M5S e Lega prevedeva una richiesta di moratoria, che però è stata tolta su richiesta del governo.

Alla fine, la mozione della maggioranza, sui cui Leu e Pd si sono astenuti, impegna il governo ad adottare alcune iniziative, tra cui due hanno rilevanza generale:

- prevedere l'introduzione nel decreto legislativo n. 152 del 2006 di un criterio nazionale che consenta alle regioni di inserire nel proprio ordinamento il «fattore di pressione» per le discariche quale criterio obbligatorio per l'indicazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, delegando il ministro dell'Ambiente all'adozione di un decreto interministeriale che ne definisca princìpi e metodologia di calcolo;

- valutare l'opportunità di porre in essere ogni iniziativa, anche normativa, per garantire la gerarchia nella gestione dei rifiuti in osservanza degli obblighi comunitari, per conseguire l'obiettivo di ridurre la quantità di rifiuto destinata alla discarica e all'incenerimento, anche valutando di modificare l'articolo 35 del decreto-legge 133/2014 al fine di contenere il trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico.