Oggi:

2018-12-10 08:38

Sul capacity market il governo sta ancora approfondendo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Nel negoziato in corso in sede europea in merito al capacity market, “da parte italiana si è rappresentata la necessità che il ricorso ai meccanismi di capacità sia considerato complementare al buon funzionamento dei mercati elettrici insieme allo sviluppo della «demand-side-response», dello stoccaggio, della generazione distribuita da risorse rinnovabili, nonché di soggetti innovativi come le comunità energetiche e gli aggregatori. È stato inoltre ribadito che gli strumenti dovranno essere sorretti da una chiara valutazione circa l'adeguatezza del sistema e dovranno comunque rispondere a criteri di coerenza circa l'obiettivo di riduzione delle emissioni, avendo condiviso al riguardo con altri Paesi la necessità di introdurre precisi limiti emissivi che gli impianti che partecipano ai predetti meccanismi dovranno rispettare e criteri che spingano verso un continuo miglioramento dell'efficienza”. Lo ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi (M5S), rispondendo in commissione attività produttive della Camera a un’interrogazione di Gianluca Benamati (Pd) sullo stato di attuazione del capacity market.

Il sottosegretario ha aggiunto che “di tale convinto orientamento politico verso la decarbonizzazione e di ciò che sarà l'esito del negoziato in corso in Europa sul nuovo Pacchetto energia per il settore elettrico, il governo intende tener conto anche in sede di normativa nazionale. Le norme dell'Ue di imminente adozione obbligherebbero peraltro gli Stati membri ad adeguare rapidamente le rispettive discipline nazionali e, in ogni caso, l'Italia ha già definito un proprio forte impegno in questo senso. 
Un ulteriore aspetto in corso di approfondimento nella disciplina nazionale e di cui si vuole essere certi riguarda l'efficienza della disciplina sotto il profilo dei costi per il consumatore e dei benefici attesi, anche in considerazione dei cambiamenti intervenuti nel sistema e nelle dinamiche dei prezzi dell'energia nell'ultimo tempo. È necessario che lo strumento dimostri di essere, oltre che avanzato tecnologicamente e sostenibile sotto il profilo ambientale, anche efficiente e conveniente per i consumatori. 
L'insieme di questi approfondimenti sarà completato verosimilmente entro l'anno, in coerenza con i temi di conclusione del negoziato in sede europea. Nel frattempo, gli aspetti della sicurezza energetica – elettrica e gas – continuano ad essere comunque presidiati e il ministero sta svolgendo i consueti monitoraggi anche in vista del periodo invernale, con l'adozione di tutte le misure di rafforzamento eventualmente necessarie”
.

Una risposta, quella del sottosegretario Cioffi, che ha lasciato “profondamente insoddisfatto” Benamati, che ha ricordato come le finalità che ci si proponevano col capacity market erano due: “Prima di tutto la sicurezza della rete elettrica, ma anche la riduzione dei costi, coinvolgendo preferenzialmente i sistemi più flessibili e meno inquinanti. Il risultato è stato quello di proporre un meccanismo equilibrato, che agisce sul lato dei produttori e su quello dei consumatori. Non si comprende, quindi, quale necessità ci possa essere di mettere in atto una nuova valutazione dei costi e dei benefici”. In realtà, secondo il deputato del Pd, che ha depositato una proposta di risoluzione su questo tema “la ritardata attuazione del capacity market è una questione politica interna del governo, dove convivono visioni differenti”.