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2018-12-10 08:37

Penalizzazione dell’idroelettrico, Di Maio difende lo schema di decreto FER ma lascia una porta aperta

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo le contestazioni della Lega verso la penalizzazione dell’idroelettrico e l’esclusione degli impianti mini-idro dagli incentivi previsti dalla bozza di decreto del ministro dello Sviluppo economico sugli incentivi all’energia prodotta da fonti rinnovabili, la questione è stata sollevata con un’interrogazione al Senato dai rappresentanti del gruppo per le Autonomie, che hanno chiesto al governo di rivedere quanto previsto dallo schema di decreto, ricordando la forte contrarietà espressa da diverse associazioni del settore e sottolineando come le nuove norme potrebbero anche “comportare una drastica riduzione di entrate autonome per le comunità locali, con evidenti implicazioni sullo sviluppo socioeconomico del territorio”.

Il ministro Luigi Di Maio (M5S) ha difeso le disposizioni contenute nello schema di decreto, sottolineando che sono previsti incentivi solo per “quegli impianti che non effettuano prelievi aggiuntivi dai corpi idrici oggetto di derivazione, ossia tutelare i fiumi, i laghi, i ruscelli, i torrenti e così via e consentirne uno sfruttamento che sia sostenibile. Si tratta di una scelta fatta anche su richiesta del ministero dell'Ambiente, che nasce dall'esigenza di garantire, anche sul piano dell'incentivazione, il rispetto della normativa comunitaria in materia di tutela di laghi e fiumi, settore - questo - di particolare vulnerabilità, che vede l'Italia soggetta a diverse procedure di infrazione da parte della Commissione europea per la violazione della direttiva 2000/60/CE, la cosiddetta direttiva acque”.

“La tutela dell'ambiente è per noi un valore irrinunciabile”, ha proseguito Di Maio, ricordando “le numerose proteste pervenute nell'ultimo anno da parte di vari territori intensamente interessati dalla nascita di piccoli impianti idroelettrici, che hanno lamentato la mancanza di una programmazione nell'uso delle risorse, fattore che, insieme all'elevato livello degli incentivi e al meccanismo dell'accesso diretto, ha finito per rendere troppo forte la pressione sull'ambiente. Abbiamo il dovere di tenere in fortissima considerazione la voce dei territori”.

Il ministro ha però lasciato una porta aperta, ricordando che “il tema sarà comunque discusso con le Regioni e gli enti locali nel passaggio del testo in Conferenza unificata”. La risposta di Di Maio ha incassato l’applauso del senatore delle Lega Alberto Bagnai, presidente della commissione finanze di Palazzo Madama.