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2019-08-25 12:16

Trivelle, cosa prevede la moratoria

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Senato ha approvato un emendamento al decreto legge Semplificazioni, ora all’esame della Camera, in materia di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, prevedendo l'approvazione entro diciotto mesi - con decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Ambiente - di un Piano per la Transizione energetica sostenibile delle aree idonee, che serva da quadro di riferimento per lo svolgimento delle attività di prospezione e ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, e nella loro valorizzazione dal punto di vista della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Il Piano deve tener conto di tutte le caratteristiche del territorio, sociali, industriali, urbanistiche e morfologiche, con particolare riferimento all’assetto idrogeologico ed alle vigenti pianificazioni. Inoltre, con riferimento alle aree marine, il Piano deve considerare i possibili effetti sull’ecosistema, nonché tenere conto dell’analisi delle rotte marittime, della pescosità delle aree e della possibile interferenza sulle coste. Nel Piano devono essere anche indicati i tempi e modi di dismissione e rimessa in pristino dei luoghi da parte delle relative installazioni che abbiano cessato la loro attività.

Il Piano deve essere adottato previa Valutazione ambientale strategica. Limitatamente alle aree su terraferma, si prevede l’intesa con la Conferenza unificata.

Nelle more dell'adozione del Piano sono sospesi i procedimenti amministrativi, compresi quelli di Valutazione di impatto ambientale, relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. Sono invece fatti salvi una serie di procedimenti, quali quelli relativi alle istanze di:

a) proroga di vigenza delle concessioni di coltivazione di idrocarburi;

b) rinuncia a titoli dei titoli minerari vigenti o alle relative proroghe;

c) sospensione temporale della produzione per le concessioni in essere;

d) riduzione dell'area, variazione dei programmi lavori e quote di titolarità.

La sospensione non si applica ai procedimenti relativi al conferimento di concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi pendenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto e fino all'adozione del Piano sono sospesi i permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare, con conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione. Resta fermo l'obbligo di messa in sicurezza dei siti interessati da queste attività.

Viene sospeso anche il decorso temporale dei permessi di prospezione e di ricerca, ai fini del computo della loro durata; correlativamente, per lo stesso periodo di sospensione, non è dovuto il pagamento del relativo canone.

Successivamente all’approvazione del Piano, nelle aree in cui le attività di prospezione e di ricerca e di coltivazione risultino compatibili con le previsioni del Piano stesso, si stabilisce la ripresa di efficacia dei permessi di prospezione e di ricerca sospesi. Nelle aree invece non compatibili, si dispone che il ministero dello Sviluppo economico rigetti le istanze relative a procedimenti sospesi e revochi, anche parzialmente, i permessi di prospezione e di ricerca in essere. In caso di revoca, si prevede in capo al titolare del permesso di prospezione e di ricerca comunque l'obbligo al completo ripristino dei siti interessati.

In caso di mancata adozione del Piano entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge, i permessi di prospezione e di ricerca sospesi riprendono la loro istruttoria o la loro efficacia.

Per quanto riguarda le attività di coltivazione vigenti alla data di entrata in vigore della legge che risultino incompatibili con le previsioni del Piano, se ne prevede il mantenimento di efficacia sino alla loro scadenza ma non sono ammesse nuove istanze di proroga. A questo proposito, gli Uffici del Senato hanno fatto notare che la norma sembra prevedere tale mantenimento di efficacia per le attività di coltivazione, senza riferimento alle attività di prospezione e ricerca.

Vengono rideterminati - a decorrere dal 1° giugno 2019 - i canoni annui per le concessioni di coltivazione e stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana;

a) concessione di coltivazione: 1.481,25 euro per kmq;

b) concessione di coltivazione in proroga: 2.221,75 euro per kmq;

c) concessione di stoccaggio insistente sulla relativa concessione di coltivazione: 14,81 euro per kmq;

d) concessione di stoccaggio in assenza di relativa concessione di coltivazione: 59,25 euro per kmq.

Vengono rideterminati anche i canoni annui dei permessi di prospezione e ricerca, stabilendo che al venir meno della sospensione relativa ai permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare, con conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione, essi siano così determinati:

a) permesso di prospezione: 92,50 euro per kmq;

b) permesso di ricerca: 185,25 euro per kmq;

c) permesso di ricerca in prima proroga: 370,25 euro per kmq;

d) permesso di ricerca in seconda proroga: 740,50 euro per kmq.

Sinora, in base al decreto legislativo n. 625 del 1996, i canoni annui per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione e di stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, sono stati i seguenti:

a) permesso di prospezione: 5.000 lire per kmq;

b) permesso di ricerca: 10.000 lire per kmq;

c) permesso di ricerca in prima proroga: 20.000 lire per kmq;

d) permesso di ricerca in seconda proroga: 40.000 lire per kmq;

e) concessione di coltivazione: 80.000 lire per chilometro quadrato;

f) concessione di coltivazione in proroga: 120.000 lire per kmq;

g) concessione di stoccaggio insistente sulla relativa concessione di coltivazione: 20.000 lire per kmq;

h) concessione di stoccaggio in assenza di relativa concessione di coltivazione: 80.000 lire per kmq.

Alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi svolte nell’ambito di titoli minerari rilasciati a seguito di istanze presentate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, non si applica l’articolo 38 comma 1 del decreto-legge n. 133 del 2014, in base al quale le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale sono di pubblica utilità e che quindi i relativi titoli abilitativi comprendono la dichiarazione di pubblica utilità, il che comporta che, qualora le opere comportino variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell'autorizzazione ha effetto di variante urbanistica.

Resta fermo il carattere di pubblica utilità delle attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo.