Oggi:

2019-11-12 06:24

Roma s’è Mangiata un’Altra Discarica

RIFIUTI DI ROMA

di: 
Francesco Garofani

La Capitale non ha impianti di smaltimento e non ne vuole. E La Ciociaria si becca l’ampliamento di Roccasecca con il placet della Regione Lazio e del Governo.

E’ il 2016 quando la Regione Lazio avvia il procedimento per l’individuazione delle aree per nuovi siti di discarica, da cui risulta che la Provincia di Frosinone non ha bisogno di altri impianti: la capacità della discarica di Roccasecca è – all’epoca - di 400.000 tonnellate, sufficiente a coprire il fabbisogno di tutti i suoi 91 comuni fino al 2024.

Ma poi, in Ciociaria, iniziano ad arrivare i rifiuti romani, al ritmo di 50 Tir al giorno, con punte fino a 900 tonnellate al giorno. E tutto cambia. Le previsioni fatte fino ad allora si sciolgono come neve al sole: Roccasecca si avvia ad esaurire la sua capacità e, quindi, alla chiusura.

Così, all’inizio del 2018 la MAD srl, la società proprietaria, presenta in Regione Lazio il progetto di ampliamento della discarica di rifiuti non pericolosi in località Cerreto, nel comune di Roccasecca. Da principio si tratta di una richiesta di ampliamento di oltre 700 mila tonnellate, poi ridotte a circa 200 mila sulla base delle previsioni della Provincia di Frosinone calibrate sul solo fabbisogno della Ciociaria. Il progetto presentato dalla MAD srl consiste nella sopraelevazione dei lotti 3 e 4 del bacino 4, in via di esaurimento.

La Conferenza dei servizi, avviata dalla Giunta Zingaretti prima delle elezioni del marzo 2018, in tre sedute conclude positivamente l’iter e, nello scorso mese di gennaio, rilascia il provvedimento autorizzatorio unico regionale (P.A.U.R.). Non è stata, però, una decisione unanime. Il Ministero dei Beni Culturali (Mibac) si è opposto, per assenza di legittimità paesaggistica. Il Comune di Roccasecca si è opposto per questioni igienico-sanitarie. La Provincia di Frosinone ha tentato una mediazione proponendo che i rifiuti da trattare a Roccasecca provengano quasi esclusivamente dal proprio territorio. Niente da fare.  L’autorizzazione è rilasciata dalla Regione Lazio senza ulteriori prescrizioni. Al Mibac e al Comune non rimane che una strada, prevista dalla legge, per resistere: quella di porre opposizione presso il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Siamo all’oggi. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 7 marzo scorso, decide di accogliere parzialmente la sola opposizione del Mibac, disponendo di ridurre a “soli” 10 metri l’innalzamento della discarica di Roccasecca e consentendone la prosecuzione dell’esercizio per non più di 14 mesi.

Il Sindaco di Roccasecca, avvocato Sacco, ha inviato una lettera di protesta al Presidente Mattarella. Ma la notizia è rimasta relegata nelle cronache locali e non accede al dibattito politico anche se, a nostro avviso, la Regione dovrebbe dar conto pubblicamente del proprio comportamento. Il Piano regionale dei rifiuti non aveva deliberato, proprio nelle scorse settimane, che a Roma dovesse bastare “una discarica di servizio”? Perché, dunque, porre le premesse per ulteriori sconfinamenti dei rifiuti romani nei territori altrui?