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2019-08-25 12:17

Pubblicato il nuovo Inventario dei rifiuti radioattivi

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) ha pubblicato la nuova edizione dell’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi, contenente informazioni relative a volumi, masse, stato fisico, attività specifica, contenuto di radioattività e condizioni di stoccaggio dei rifiuti, compresi il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse. L’edizione 2019 dell’Inventario, la prima edita dall’Isin, è stata redatta sulla base dei dati che annualmente i diversi operatori, ai quali compete la responsabilità primaria della detenzione e gestione in sicurezza dei rifiuti stessi, trasmettono all’Ispettorato. I dati contenuti nell’Inventario sono aggiornati al 31 dicembre 2017.

Il 95% del combustibile esaurito prodotto in Italia è stato inviato in Francia e in Gran Bretagna, dove è stato riprocessato. Dal riprocessamento è stato prodotto materiale nucleare riutilizzabile e i rifiuti radioattivi prodotti sono stoccati in contenitori che faranno rientro in Italia.

Il combustibile esaurito non inviato all'estero è collocato nei seguenti siti: deposito Avogadro a Saluggia (Vercelli), Impianto ITREC a Rotondella (Matera), Impianti OPEC-1 e TRIGA RC1 alla Casaccia (Roma), Centro Comune di Ricerca di Ispra (Varese), reattore LENA a Pavia.

L’Inventario presenta alcune variazioni rispetto all’edizione aggiornata al dicembre 2016, edita dall’Ispra: in alcuni impianti (ad esempio, impianti Sogin, installazioni LivaNova e del Centro Comune di Ricerca di Ispra), infatti, sono state effettuate caratterizzazioni radiologiche aggiornate dei rifiuti radioattivi presenti. In particolare, la centrale di Latina ha aggiornato il contenuto di attività dei rifiuti radioattivi introducendo il contributo di alcuni radionuclidi non direttamente misurabili.

Alcune variazioni sono state determinate dalle rivalutazioni, da parte di alcuni esercenti, della classificazione dei rifiuti radioattivi (come per il deposito Avogadro); in alcuni casi è stato ricalcolato l’effetto del decadimento dell’attività. Sono state, inoltre, effettuate operazioni di trattamento dei rifiuti esistenti tramite supercompattazione e conseguente sostanziale riduzione dei volumi (Caorso, Trino, Latina, Garigliano, Eurex, ITREC) e prodotti, nel corso del 2017, nuovi rifiuti, in particolare a seguito di attività di bonifica (ad es. Garigliano e ITREC) e/o di smantellamento (impianto Plutonio, CCR Ispra, Garigliano).