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2019-07-22 17:17

Autoconsumo, risoluzione della commissione industria del Senato

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione sul sostegno alle attività produttive mediante l'impiego di sistemi di generazione, accumulo e autoconsumo di energia elettrica, presentata dal M5S, primo firmatario il presidente della commissione Pietro Girotto.

Nella risoluzione si osserva che l'autoconsumo in situ non viene attualmente misurato: esso può essere solo stimato in quanto le misure ufficiali disponibili riguardano l'energia elettrica immessa e prelevata dalle reti elettriche e solo in alcuni casi (ad esempio per gli impianti incentivati) riguardano anche l'energia elettrica prodotta.

Secondo i dati forniti da Arera, la quantità complessiva di energia elettrica attualmente autoconsumata è stimata pari a circa 28 TWh. La risoluzione afferma che “la mancata applicazione delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema rappresenta un vero e proprio incentivo implicito stimabile per circa 1,4 miliardi di euro annui, del quale oltre un miliardo per autoconsumo di energia da combustibile fossile”.

Nel 2017 l'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili (FER) è stato di 5,5 TWh, dei quali 4,1 da fotovoltaico, 0,9 da bioenergie e 0,5 da idroelettrico. Secondo le prime stime sviluppate da Gse e Rse, la generazione dell'autoconsumo FER potrebbe passare dai circa 6 TWh attuali a circa 20 TWh nel 2030. “Non vi sono ad oggi elementi per ritenere che l'autoconsumo da FER non fotovoltaiche debba aumentare sensibilmente nei prossimi anni; se rimanesse nella stessa proporzione di oggi, l'autoconsumo da FER non fotovoltaiche al 2030 sarebbe poco più di 1 TWh. Quello che invece aumenterà sarà l'autoconsumo da fotovoltaico. Se rimanesse la proporzione attuale, al 2030 l'autoconsumo fotovoltaico sarebbe di circa 12,7 TWh”, si legge nella risoluzione.

“Il gran numero di impianti fotovoltaici determinerà verosimilmente overgeneration nelle ore centrali della giornata, in cui al picco di generazione solare potrebbe non corrispondere una sufficiente domanda di energia specialmente in alcune zone, e d'altro canto nelle ore serali potrebbe esservi un incremento piuttosto rapido della richiesta di energia sulla rete. L'autoconsumo, corredato dall'accumulo, potrebbe in parte mitigare tali aspetti: ad esempio, secondo alcune prime stime sviluppate da Rse, la diffusione delle batterie accoppiate agli impianti fotovoltaici potrebbe determinare una riduzione dell'overgeneration per circa 0,5 TWh annui.

Al potenziale di sviluppo dell'autoconsumo da fotovoltaico è possibile associare anche una serie di benefici economici e ambientali, tra cui il risparmio di circa 1 TWh annuo di energia elettrica riconducibile alle mancate perdite di rete nel trasporto dell'energia e un risparmio di gas serra pari a 400.000 tonnellate di CO2 associabili al surplus di produzione elettrica necessario a sopperire alle perdite di rete menzionate.”

Secondo la risoluzione, è necessario che governo e parlamento analizzino gli aspetti critici di carattere legislativo, normativo e regolatorio ancora presenti nell'attuale quadro regolamentare che disciplina l'autoproduzione e l'autoconsumo di energia sia in ambito manifatturiero e del terziario, sia in ambito residenziale, al fine di superare le attuali criticità e sostenerne la crescita reale e lo sviluppo ordinato. A questo fine, la risoluzione indica alcuni provvedimenti necessari per “creare le condizioni affinché i consumatori di energia, anche in forma collettiva, possano generare e accumulare energia per il loro consumo, in un contesto in cui i consumatori e i produttori di energia da fonte rinnovabile contribuiscano alla stabilità e alla sicurezza della rete elettrica nazionale”.