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2020-01-25 07:26

Piano nazionale energia e clima 2030, manca ancora l’intesa con le Regioni

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (M5S) è intervento alla commissione attività produttive della Camera sulle prospettive di attuazione e adeguamento della Strategia energetica nazionale al Piano nazionale energia e clima 2030, che dovrebbe essere presentato alla Commissione europea entro il 31 dicembre ma sul quale manca ancora il parere della Conferenza unificata, con la quale è ancora in corso il confronto.

Sull’efficienza energetica il ministro Patuanelli ha detto che “rimane un pilastro indispensabile per rispondere a tutte le dimensioni della politica energetica integrata, ossia economicità, innovazione, sicurezza e qualità ambientale. Pertanto, il piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) accoglie la sfida di promuovere da qui al 2030, attraverso misure di politica attiva, il tasso di risparmio annuo proposto dall’Europa (pari a -0,8% del consumo media annuo del triennio 2016-18), pur avendo l’Italia un’intensità energetica tra le migliori d’Europa.

A tal fine sarà necessario assicurare il mantenimento e il potenziamento degli strumenti di supporto nel settore dell’efficienza, con una significativa modifica rispetto alla situazione attuale. Il nostro obiettivo di risparmio infatti dal 2021 sarà concentrato maggiormente su due settori, il civile (inteso come residenziale e terziario) e i trasporti - ossia i settori cosiddetti non ETS, diversi dai grandi impianti industriali – che hanno un elevato potenziale di risparmio energetico ma che in questi anni hanno mostrato una difficoltà di riduzione dei consumi e del loro contributo alle emissioni di CO2, se non addirittura una tendenza all’aumento.

Sul settore civile sarà necessario mantenere gli strumenti di agevolazione attuali e aumentare la capacità di tutti i cittadini di utilizzarli, attraverso la cessione a terzi e il ricorso a formule innovative. In particolare, penso alle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza cd ecobonus, ma anche al Conto Termico, per supportare interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni, anche da parte delle pubbliche amministrazioni.

Sull’edilizia pubblica, proseguiremo con il programma di efficienza sugli edifici della Pubblica amministrazione centrale, che riscuote sempre maggiori adesioni e che dispone anche di maggiori risorse finanziarie ma che richiede delle semplificazioni in fase attuativa, per evitare che i progetti finanziati si blocchino per difficoltà operative dei Provveditorati delle opere pubbliche. Abbiamo proposto una norma nella legge di bilancio che consente sia all’Agenzia del Demanio sia al Genio della Difesa di operare al posto del Provveditorati delle Opere Pubbliche. Valuteremo inoltre interventi sull’edilizia residenziale pubblica, anche ricorrendo ai fondi strutturali della programmazione 2021-27.

Più in generale, sull’adeguamento dell’edilizia privata, crediamo che sia necessario un cambio di passo che punti ad un retrofit radicale, a grandi programmi di riqualificazione del tessuto urbano e delle periferie se non anche, ove possibile, ad una ricostruzione secondo nuovi criteri di progettazione e realizzazione dei fabbricati, con una forte integrazione anche con le energie rinnovabili e con le tecnologie avanzate, oltre che con gli obiettivi di rigenerazione urbana. In questo, le risorse pubbliche non possono ovviamente essere sufficienti e bisogna essere in grado di integrare i diversi strumenti, compresi i fondi in via di istituzione con la legge di bilancio 2020, e attirare anche investimenti di altri attori istituzionali, così come della Ue.

Per quanto attiene la fine del regime tariffario di “maggior tutela” per i clienti domestici e le Pmi, attualmente previsto per il 1° luglio 2020, il ministro Patuanelli ha detto che “è un passaggio che deve essere accompagnato con una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, cosa che oggi ancora non c’è. In questo contesto, riteniamo necessaria una proroga dell’uscita dalla tutela, prevedendo, con la collaborazione di ARERA anche uscite frazionate, così da creare le giuste condizioni per raggiungere gli obiettivi prefissati. Uno dei primi passi in questo senso sarà il tanto atteso decreto sull’elenco dei venditori di energia elettrica, su cui abbiamo introdotto delle previsioni che rafforzano le garanzie per i consumatori e i requisiti di qualificazione tecnica, finanziaria e anche comportamentale dei venditori, in modo da qualificare il segmento della vendita di energia, oggi caratterizzato da tanti, forse troppi, venditori con insufficiente trasparenza delle politiche commerciali e una fortissima concentrazione sul mercato (l’ex monopolista Enel)”.