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2020-08-12 14:16

Efficienza energetica degli edifici, i rilievi della Corte dei conti europea

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Gli investimenti cofinanziati dall’Ue nel campo dell’efficienza energetica degli edifici non hanno contribuito, con un buon rapporto costi-benefici, al perseguimento dell’obiettivo di risparmio energetico fissato dall’Ue per il 2020. Lo afferma la Corte dei conti europea, che ha pubblicato la relazione speciale Efficienza energetica degli edifici: permane la necessità di una maggiore attenzione al rapporto costi-benefici.

Secondo la Corte dei conti Ue, i programmi operativi e la selezione dei progetti non sono stati guidati da una logica basata sul rapporto costi-benefici. Sebbene gli Stati membri abbiano richiesto quale obiettivo delle ristrutturazioni edilizie un risparmio minimo di energia e il miglioramento del livello di classificazione energetica, in alcuni casi tali risultati sono stati conseguiti a un costo elevato. L’assenza di una valutazione comparativa dei benefici dei progetti e la mancata fissazione di soglie minime/massime riguardo al rapporto costi-benefici hanno fatto sì che non sia stata data priorità ai progetti che pur offrivano maggiori risparmi energetici o altri benefici a costi inferiori.

La Corte dei conti europea sottolinea come “in un contesto contrassegnato da una spinta più ambiziosa al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica dell’Ue e da una prospettiva di riduzione dei bilanci, è più che mai indispensabile garantire l’efficienza della spesa”.

Sulla base di questa considerazione, la Corte formula una serie di raccomandazioni che dovrebbero aiutare l’Ue a conseguire il proprio obiettivo di efficienza energetica per il 2030, migliorando il rapporto costi-benefici della spesa per la politica di coesione 2021-2027. “Si tratta di pianificare gli investimenti e di renderli più mirati, di selezionare i progetti che offrono maggiori risparmi energetici e altri benefici a costi inferiori mediante una valutazione dei costi e dei benefici relativi, di utilizzare indicatori per la misurazione dei risparmi energetici e di altri benefici e di premiare le misure che permettono di risparmiare più energia a costi minori”.

Nel corso del proprio audit, la Corte dei conti europea ha effettuato visite in cinque Stati membri (Bulgaria, Cechia, Irlanda, Italia (Puglia), Lituania), selezionati in base all’importo speso nel campo dell’efficienza energetica e secondo una logica di equilibrio geografico. Gli Stati in questione hanno assegnato a questo settore circa 2,9 miliardi di euro della rispettiva dotazione 2014-2020 a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione.