Oggi:

2020-10-29 11:34

L’Efficienza in Città

SVILUPPARE IL TELERISCALDAMENTO

di: 
Lorenzo Spadoni*

La disponibilità di calore sul territorio è molto elevata, ma oggi poco utilizzata a causa del limitato sviluppo del sistema di teleriscaldamento. Per questi motivi Airu, l’Associazione Italiana Riscaldamento Urbano, in collaborazione con Utilitalia, ha richiesto ai Politecnici di Milano e di Torino di fare una valutazione di questo specifico potenziale.

Il comparto del riscaldamento e della climatizzazione degli edifici è uno dei più energivori a livello europeo: rappresenta il 50% degli usi finali dell’energia. Il 70% di questo enorme fabbisogno energetico è ancora oggi soddisfatto con combustibili fossili. Le città, in particolare, rappresentano oltre l’80% di questa domanda di energia.

Da questi pochi numeri si può comprendere quale grande opportunità costituisca la decarbonizzazione di questo settore, tanto che è lecito affermare che non può esistere una reale transizione energetica senza città che adottino sistemi di riscaldamento e condizionamento sostenibili.

In questo contesto, il teleriscaldamento è una soluzione efficace, matura, immediatamente applicabile per la decarbonizzazione degli edifici e la sostenibilità delle nostre città. È una soluzione sperimentata, ma in continua evoluzione, con positivi effetti sulla qualità dell’aria soprattutto nei grandi centri urbani. Il teleriscaldamento efficiente di oggi, è un sistema energetico integrato, che utilizza il calore di scarto disponibile ed altrimenti disperso da innumerevoli attività produttive, le fonti rinnovabili e la cogenerazione alta efficienza.

Il contributo del teleriscaldamento è particolarmente efficace nelle aree urbane densamente popolate, anche laddove altri interventi di efficienza energetica, come la sostituzione dei serramenti, installazione di cappotti esterni o isolamento di tetti e coperture, risultino difficilmente praticabili.

Nelle città italiane, in particolare, che racchiudono aree monumentali con patrimoni artistici e culturali di grande valore, il teleriscaldamento è la soluzione che concilia l’efficienza energetica, il comfort termico e la salvaguardia dell’estetica,

Le più recenti normative europee (Direttiva europea 2012/27/UE di promozione dell’efficienza energetica e il suo recepimento italiano nel decreto legislativo 102/2014, EU Strategy on Heating and Cooling 2016, Direttiva europea 2018/2001/UE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) individuano nel maggiore sviluppo del teleriscaldamento efficiente un efficace strumento per il raggiungimento dei target europei di decarbonizzazione.

Lo stesso PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’energia e il Clima) prevede per il teleriscaldamento un significativo margine di sviluppo, specificando che “al fine di sfruttare tale potenziale sarà importante valorizzare le sinergie tra impiego di fonti energetiche rinnovabili e Cogenerazione ad Alto Rendimento, considerando le specifiche condizioni climatiche e tecnico-economiche”.

 

Il teleriscaldamento in Italia oggi

Da uno studio di ARPA Piemonte, pubblicato a dicembre 2019, è emerso un dato interessante relativo all’inquinamento dell’aria della Regione Piemonte. In particolare, sono state analizzate le emissioni di particolato primario PM10 nei singoli mesi dell’anno. È emerso che mentre per la maggior parte del territorio piemontese nei mesi invernali il contributo emissivo della sorgente riscaldamento risulta predominante, per Torino questo non avviene. Torino è la città italiana con la rete di teleriscaldamento più sviluppata ed è proprio grazie alla capillare diffusione del teleriscaldamento che l’impatto emissivo del riscaldamento è pressocché nullo.

Ad oggi, il teleriscaldamento in Italia copre circa il 2,3% della domanda termica residenziale per climatizzazione. Nel nostro Paese sono presenti più di 300 reti e per la maggior parte si tratta di reti di medie e piccole dimensioni.

I sistemi di teleriscaldamento più sviluppati sono quelli presenti nelle città di Torino, Milano e Brescia. Il teleriscaldamento serve quasi 360 Mm3 (che sono circa 1.300.000 appartamenti equivalenti) e le reti italiane distribuiscono circa 9.300 GWht ai clienti. Il settore del teleriscaldamento nell’anno 2018 ha portato ad un risparmio di energia primaria pari 0,5 Mtep e ha evitato 1,7 Mt di CO2 rispetto ai sistemi tradizionali equivalente ad oltre 2 milioni di impianti fotovoltaici.

198 città teleriscaldate monitorate, 358 Mm3 riscaldati, 4.446 km di rete, 1,70 Mt CO2 evitata

Tendenza per gli anni futuri sarà una crescita di contesti urbani. Le città sono quindi in espansione, la concentrazione abitativa è in rapido aumento e questo fenomeno inciderà sempre di più sulla nostra produzione e consumo di risorse, incluse quelle energetiche. Il nostro successo o fallimento nel far fronte alla sfida imposta dal cambiamento climatico, dipenderà da cosa faremo nelle nostre città, dalla nostra abilità di sfruttare la loro insita densità per promuovere efficienza, compartecipazione, rapidi progressi su una scala abbastanza grande da fare la differenza. Inoltre, per quanto riguarda l’Italia, in particolare l’area del bacino padano, il problema degli inquinanti locali e della qualità dell’aria diventa di anno in anno sempre più impellente e impattante dal punto di vista sociale ed economico.

 

Il potenziale di sviluppo del teleriscaldamento

Gli sfidanti obiettivi della decarbonizzazione del sistema energetico impongono una rapida transizione energetica che riduca, fino ad annullarla, l’emissione in atmosfera di gas climalteranti. Il sistema energetico dovrà quindi necessariamente attraversare un periodo di trasformazione continua, nei prossimi trent’anni; per questo motivo si dovrà basare su soluzioni tecnologiche flessibili, capaci di trasformarsi seguendo le esigenze di un mondo sempre più efficiente energeticamente e capace di utilizzare in misura crescente energie rinnovabili.

Una delle maggiori peculiarità del teleriscaldamento (e del teleraffrescamento) efficiente è quella di poter recuperare e valorizzare il calore di scarto da attività produttive, impianti di produzione dell’energia, settore terziario, oltre che da fonti rinnovabili quali la geotermia e il solare termico. Il teleriscaldamento può offrire flessibilità al sistema energetico nel suo complesso immagazzinando energia termica a basso costo.

La disponibilità di calore sul territorio è molto elevata, ma oggi poco utilizzata a causa del limitato sviluppo del sistema di teleriscaldamento. Per questi motivi Airu, in collaborazione con Utilitalia, ha richiesto ai Politecnici di Milano e di Torino di fare una valutazione del potenziale di diffusione del teleriscaldamento efficiente su territorio nazionale tenendo conto di sistemi di nuova generazione, con la possibilità di servire anche edifici a elevate prestazioni energetiche con fonti di calore a bassa temperatura.

Le fasi di lavoro dello studio dei Politecnici prevedono:

a) una stima della domanda di calore;

b) una stima dell’offerta di calore, disponibile sul territorio;

c) l’incontro tra domanda e offerta, in cui il teleriscaldamento è la tecnologia veicolante;

d) una stima dei benefici ambientali che nascono dall’incontro di domanda-offerta.

I risultati attesi sono:

a) ottenere una mappatura geolocalizzata di domanda e offerta di calore sul territorio;

b) avere una fotografia del potenziale di diffusione tecnico del teleriscaldamento e da questa fare valutazioni di potenziale economico di incentivazione per una diffusione della tecnologia;

c) proiettare i benefici ambientali della diffusione del teleriscaldamento.

Il passaggio dal contesto attuale al sistema energetico del futuro, più sostenibile e capace di integrare grandi quantità di energia proveniente da recuperi di efficienza e fonti rinnovabili, richiede un nuovo approccio coerente che integri le diverse componenti del sistema energetico e sfrutti anche le sinergie dovute alle potenziali integrazioni tra settori energetici termico ed elettrico.

Il teleriscaldamento e il teleraffrescamento efficienti hanno un importante ruolo da svolgere in un simile scenario: già oggi essi rappresentano una parte sostanziale dei piani di decarbonizzazione delle più importanti città europee.

Per realizzare anche in Italia questo fondamentale passaggio sono necessari importanti investimenti, che necessitano l’implementazione di un quadro di regole certe, stabili nel lungo periodo e che siano in grado di valorizzare le esternalità ambientali connesse allo sviluppo del teleriscaldamento: gli operatori del settore sono pronti a fare la loro parte.

 

*Presidente di AIRU, Associazione Italiana Riscaldamento Urbano