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2020-10-01 21:40

Il governo impugna la legge della Toscana sulla geotermia

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge n. 73 del 24 luglio 2020, perché l’articolo 2, che contiene la disciplina delle aree non idonee per l'installazione di impianti di produzione di energia geotermica, viola le attribuzioni riservate allo Stato in materia di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione. L’articolo 2, inoltre, secondo il governo viola le norme di legislazione concorrente in materi di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia.

Nelle motivazioni dell’impugnazione, il governo osserva che la norma regionale contrasta anche con la disciplina in materia di VAS, che è di derivazione europea.

La legge regionale mira a rendere efficace la deliberazione del Consiglio regionale del 07/07/2020 con la quale sono state apportate modifiche al Piano ambientale ed energetico regionale, al fine di individuare le zone inidonee all'installazione degli impianti geotermici in Toscana. Tuttavia, non vengono esclusi gli “impianti geotermici pilota”, la cui disciplina è riservata alla competenza esclusiva statale ai sensi dell'art. 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22. Il decreto legislativo del 2010, infatti, ha introdotto la sperimentazione degli "impianti geotermici pilota" al fine di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove centrali geotermoelettriche a ridotto impatto ambientale con re-iniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza, con emissioni nulle e con potenza installata non superiore a 5 MW per ciascuna centrale. La disciplina di questi impianti a basso impatto ambientale viene rimessa alla competenza esclusiva statale in base alle previsioni della legge 9 agosto 2013, n. 98.