Oggi:

2020-07-13 15:39

Cerroni sindaco!

I RIFIUTI DI ROMA

di: 
E.B.

Nel susseguirsi di notizie, mai certe e mai definitive, che riguarda la chiusura della discarica di Malagrotta, sulla carta imminente (30 settembre), e il nuovo impianto che almeno temporaneamente la dovrebbe sostituire, si è fatta sentire all’inizio del mese la voce dell’avvocato Cerroni, presidente del Consorzio COLARI, ovvero, per tutti, il “padrone” dei rifiuti a Roma, al di là del fatto che la persona in questione preferisce il titolo di “benefattore” che rivendica ad ogni intervista. Quel che ha attirato specificamente la nostra attenzione è stato un inserto a pagamento sull’edizione romana del Corriere della Sera. In esso compaiono infatti parecchi di quei “numeri” che in un paese civile dovrebbero essere accessibili ma da noi, in genere, non è facile trovare.

Secondo l’inserto, le quantità di rifiuti attualmente smaltite nella discarica di Malagrotta - numeri piuttosto dettagliati dei quali non sussistono seri motivi di dubitare – comprendono per lo scorso trimestre 170.000 tonnellate complessive, inclusa la parte di frazione organica stabilizzata (FOS) utilizzata per la ricopertura giornaliera della discarica stessa. Una parte (74.300 t, circa il 43%) proviene dagli impianti TMB (trattamento meccanico-biologico che dovrebbe produrre un materiale biostabilizzato) dello stesso COLARI collocati a Malagrotta, una parte (57.500 t) dagli impianti dell’AMA e il resto da altri impianti. Queste cifre forniscono l’immediata idea di quanta sia la “mondezza” che da domani dovrebbe trovare una diversa destinazione. In altri termini, si tratta di circa 1.880 tonnellate al giorno e 680.000 tonnellate l’anno da smaltire altrove.

La cosa più interessante, perché meno nota, è che nell’inserto il COLARI, ossia il consorzio di Cerroni, evidenzia gli impatti economici sulla collettività della chiusura di Malagrotta, in assenza di una discarica alternativa nella Regione e, quindi, nella prospettiva di mandare i rifiuti fuori della regione o all’estero. Il COLARI quindi, da un lato, dichiara gli attuali “prezzi” di Malagrotta (anche se con riferimento alla tariffa di smaltimento applicata a “se stesso”, ovvero a ciò che esce dagli impianti TMB del COLARI, e non ai prezzi praticati “a terzi”, presumibilmente maggiori) e, dall’altro, “svela” il costo unitario previsto dall’AMA per la gara d’appalto in corso in previsione della chiusura. Rispetto ai primi costi, i valori forniti sono 22,1 €/t per la FOS destinata alla ricopertura giornaliera e 46,9 €/t per tutto il resto. Rispetto al futuro costo unitario, il COLARI parla di 134,8 €/t, che stima/si augura possano diventare 120 a valle di una trattativa, che dovrebbe coinvolgere “in parallelo” lo stesso COLARI (che si servirebbe del medesimo soggetto per smaltire i propri rifiuti).

Questo si traduce, sempre secondo il COLARI, in un extracosto di 2,8-3 milioni di Euro al mese, solo per quel che concerne la parte trattata dal Consorzio stesso (il 43% di cui sopra). Il dato non può essere estrapolato tout-court al totale, perché, come accennato, i costi di conferimento per AMA e altri soggetti terzi sono quasi certamente più alti di 46,9 €/t; tuttavia, una cifra dell’ordine del doppio della precedente (5,6-6 Ml e/mese) è abbastanza credibile. 

Cerroni appare quindi dotato di qualità decisionali e sembra anzi che “detti l’agenda” alle istituzioni. La cosa è tipica della sicumera del personaggio, ma dimostra almeno che qualcuno ha la capacità di fare proposte basate su numeri dichiarati. Cerroni evidenzia i costi per la collettività e offre un percorso possibile. Essendo di fatto l’unico a farlo, è certamente anche un benefattore.