QUEL CHE C’È DA SAPERE
Malfunzionamenti della tecnologia utilizzata, ingestibilità e inadeguatezza delle procedure, aumento dei costi per le imprese, venti volte superiori rispetto alle procedure cartacee, normativa poco chiara e incapacità del soggetto gestore a fornire le adeguate risposte alle decine di migliaia di segnalazioni. Sono queste le valutazioni del sistema Sistri per la tracciabilità dei rifiuti, nato con l'idea di attuare una semplificazione del processo di gestione e tracciabilità dei rifiuti, contenute in un’interrogazione presentata in Commissione ambiente da quindici deputati del Pd, prima firmataria Chiara Braga, responsabile nazionale ambiente del partito.
Nell’interrogazione si chiedeva al governo se non ritenesse opportuno sospendere non solo l’operatività del Sistri ma anche il pagamento dei contributi annuali e il relativo regime sanzionatorio, attraverso l’abrogazione delle modifiche al decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotte dai diversi provvedimenti che hanno riguardato il Sistri, ritornando al regime cartaceo nel periodo necessario a garantire la tracciabilità dei rifiuti, in attesa della definizione di un nuovo sistema informatico o introducendo immediatamente l’obbligo della compilazione telematica del Mud da parte dei gestori e dei produttori.
Risposta negativa, da parte del Sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo, perché “la sospensione dell’operatività del Sistri, così come la moratoria circa il pagamento dei contributi annuali e il relativo regime sanzionatorio, è un’opzione che è stata a suo tempo considerata ma ritenuta non percorribile, in quanto avrebbe potuto, tra l’altro, indebolire le iniziative volte ad assicurare la tracciabilità dei rifiuti e il loro corretto smaltimento, appunto in relazione alla grave pervasività delle ecomafie nel ciclo dei rifiuti, che vogliamo tutti contrastare”.
Del resto, il governo si dichiara soddisfatto del funzionamento del Sistri, perché i dati sul suo utilizzo “evidenziano un trend di crescita negli ultimi 12 mesi che si attesta, nel marzo 2015, a 875.759 schede movimentazioni svolte e 923.030 registrazioni cronologiche, a fronte di circa 609.666 utenti attivi, ovvero unità produttive, presenti sul sistema. Tale dato tendenziale avvalora la scelta operata dal governo e formalizzata con le disposizioni normative introdotte con il decreto-legge n. 91 del 2014”.
Il sistema Sistri verrà gestito dalla società Selex sino alla fine di dicembre. Entro il 30 giugno, il Ministero dell’ambiente deve avviare le procedure per il nuovo affidamento della concessione del servizio e per questa procedura si è affidato alla società Consip, una spa interamente in mano pubblica.
La deputata Braga ha definito la risposta del governo “onesta, ma francamente non esaustiva”, invitando il Ministero dell’ambiente a essere “più coraggioso. Senza arretrare di un millimetro rispetto all'esigenza di garantire la tracciabilità dei rifiuti, sul Sistri serve voltare pagina, in modo da realizzare un sistema più semplice, efficace e trasparente, davvero in grado di contrastare il fiorente traffico illegale di rifiuti pericolosi, che frutta ai criminali dell'ambiente oltre quattro miliardi l'euro l’anno”.