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2021-03-04 00:44

Presentata negli Usa la bozza dello studio dell’EPA sugli effetti del fracking sull’acqua potabile: “Nessun impatto diffuso e sistemico”. Però…

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Negli Stati Uniti, le attività di fracking - cioè l’estrazione di gas e petrolio mediante la fratturazione idraulica delle rocce, attraverso l’iniezione di acqua, sabbia e prodotti chimici - sono state condotte in modo tale che “non hanno prodotto impatti diffusi e sistemici sulle risorse di acqua potabile”. Sono stati trovati casi isolati di contaminazione delle acque ma in piccolo numero, rispetto alla quantità di pozzi in cui viene utilizzata la tecnica della fratturazione idraulica.

Lo afferma la versione provvisoria di uno studio richiesto nel 2010 dal Congresso e condotto dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Environmental Protection Agency – EPA), che osserva come questi risultati possano riflettere una rarità di effetti del fracking sulle risorse di acqua potabile ma come possano anche essere dovuti anche ad alcuni fattori limitanti, come: dati insufficienti sulla qualità delle risorse di acqua potabile prime e dopo la fratturazione; scarsità di studi sistematici; presenza di altre fonti di contaminazione, che precludono la possibilità di stabilire un legame certo tra le attività di fracking e un impatto; inaccessibilità di alcune informazioni sulle attività di fracking e i potenziali impatti.

L’EPA indica alcune “potenziali vulnerabilità nel ciclo dell’acqua, che potrebbero avere un impatto sull’acqua potabile”, tra cui: prelievi idrici in aree con scarsa disponibilità di acqua; fratturazione idraulica condotta direttamente su formazioni contenenti risorse di acqua potabile; pozzi cementati in modo inadeguato, con conseguente filtrazione sotterranea di gas e liquidi; trattamento inadeguato delle acque reflue, scaricate nelle falde acquifere.

Prima della pubblicazione della versione finale, prevista entro la fine del 2016, la bozza dello studio è aperta ai commenti del pubblico fino alla fine di agosto e poi dovrà essere rivista dallo Science Advisory Board dell’EPA. L’Agenzia ha chiesto al governo che nel bilancio federale per il 2016 siano stanziati quattro milioni di dollari per la revisione scientifica della bozza e per rispondere alle osservazioni del pubblico, oltre a 8,1 milioni per ulteriori studi sui potenziali impatti del fracking sull’acqua e gli ecosistemi. Infatti, lo studio attuale si limita a esaminare i potenziali impatti sull’acqua potabile.

L’EPA afferma che la bozza presentata è la più ampia raccolta di dati scientifici sinora resa disponibile e comprende oltre 950 fonti di informazione, tra pubblicazioni, rapporti tecnici, informazioni provenienti dagli stackeholder e rapporti scientifici peer-reviewed dell’Agenzia stessa.