QUEL CHE C’È DA SAPERE
Il sistema Sistri per la tracciabilità dei rifiuti, nato con l’idea di attuare una semplificazione del processo di gestione e tracciabilità dei rifiuti e difeso dal Ministero dell’ambiente contro il giudizio pesantemente negativo degli operatori del settore, è finito nel mirino della Commissione ambiente della Camera, che il 17 giugno ha approvato una risoluzione presentata dal Pd, in cui si sottolinea che “tutti gli atti del parlamento, compresa la proroga al contratto con Selex Se.Ma., oggetto peraltro a suo tempo di censura da parte dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, hanno avuto come fondamento la convinzione, avvalorata dalle stesse dichiarazioni del Ministro, che dal 1° gennaio 2016 le imprese non avrebbero più dovuto aver a che fare con il Sistri. Se, come ora invece si apprende dalle stesse fonti ministeriali, la gara alla quale procederà entro giugno 2015 Consip è finalizzata solo ad individuare il concessionario, ma che il nuovo sistema di tracciabilità potrà essere in funzione solo dopo circa due anni, significa che il Sistri continuerà a vivere ancora, anche oltre ogni attesa anche dei suoi pochissimi sostenitori (...) fino a quando il nuovo sistema di tracciabilità, pur mantenendo la medesima denominazione, non sarà stato positivamente collaudato ed in funzione”.
Il sistema Sistri verrà gestito dalla società Selex sino alla fine di dicembre. Il Ministero dell’ambiente aveva tempo sino al 30 giugno per avviare le procedure per il nuovo affidamento della concessione del servizio e per questa procedura si è affidato alla società Consip, una s.p.a. interamente in mano pubblica.
La risoluzione impegna il governo a “ridurre adeguatamente il contributo annuale di iscrizione al Sistri”, fino alla piena operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti realizzato dal concessionario che risulterà vincitore della gara, visto che i costi per la costituzione del Sistri sono stati ammortizzati nel periodo di vigenza del contratto con Selex, per altro prorogato di un anno rispetto alla scadenza originaria, e quindi “non devono più gravare sul contributo annuale”.
Il governo viene impegnato anche a far sì che Consip tenga conto delle proposte per un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti presentate lo scorso marzo da Rete Imprese Italia, che, secondo la risoluzione “può costituire un’ottima base per un nuovo e diverso sistema che concili la necessità di controlli rigorosi, adeguati livelli di tutela dell'ambiente e quella di non gravare con oneri inutili e penalizzanti le imprese, soprattutto le Pmi, che producono o gestiscono rifiuti”.