QUEL CHE C'È DA SAPERE
L’8 luglio la Commissione europea ha adottato un Regolamento delegato che introduce una metodologia per le emissioni di gas a effetto serra per l'idrogeno e i combustibili a basse emissioni di carbonio (come stabilito nella direttiva sul mercato dell'idrogeno e del gas, Direttiva (UE) 2024/1788 e Regolamento (UE) 2024/1789) che integra quelle esistenti, completando il quadro normativo dell'UE per l'idrogeno.
Con l’adozione di un nuovo regolamento delegato, la Commissione europea ha stabilito che, per essere classificati come a basse emissioni di carbonio, l’idrogeno e i combustibili derivati dovranno garantire una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 70% rispetto ai combustibili fossili tradizionali.
L’idrogeno a basse emissioni potrà essere prodotto attraverso diverse tecnologie, ad esempio utilizzando gas naturale con sistemi di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS), nonché tramite l’impiego di elettricità a basse emissioni di carbonio, incluse le fonti non rinnovabili ma a bassa intensità emissiva.
Il regolamento non impone vincoli sulla quota di rinnovabili da impiegare in questo tipo di produzione: questo aspetto è trattato dalla direttiva sulle energie rinnovabili, che prevede una valutazione su base media annua.
Nel 2026, la Commissione avvierà una consultazione pubblica per valutare se e come integrare, tra i percorsi ammissibili, anche l’energia nucleare, attraverso specifici accordi di compravendita elettrica (PPA). L’obiettivo sarà chiarire lo statuto dell’idrogeno prodotto da fonti nucleari dirette, mantenendo un equilibrio tra neutralità tecnologica e criteri ambientali.
L’atto sarà ora esaminato da Parlamento e Consiglio UE, che avranno due mesi di tempo (prorogabili) per approvarlo o respingerlo.