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2020-12-02 22:48

Usare il Metano nel Modo Migliore

EMISSIONI FUGGITIVE DI METANO NELLA FILIERA

di: 
Redazione

Occorrono azioni urgenti per ridurre le emissioni della filiera del gas naturale che ha un ruolo indispensabile per la transizione energetica. Tre proposte degli Amici della Terra hanno accompagnato la pubblicazione del primo studio realizzato in Italia sulle emissioni fuggitive del metano. L’obiettivo è di coinvolgere anche i paesi esportatori.

Il 15 ottobre scorso gli Amici della Terra hanno presentato il primo studio italiano che offre un quadro del volume di fughe e emissioni di metano della filiera industriale del gas naturale, e individua tre azioni per l’Italia e l’Europa. Per non rendere vani gli sforzi europei è indispensabile coinvolgere i paesi esportatori. Nella transizione energetica resta fondamentale il ruolo del gas naturale per la sostituzione di carbone, petrolio e nucleare.

Qui lo studio completo, e i materiali dell’evento di presentazione

Italia: emissioni di metano per settore, 2018 (ktCO2eq e %)

Le emissioni fuggitive dalla distribuzione, il trasporto e lo stoccaggio del gas naturale

Obiettivi del rapporto sono fare il punto sulle emissioni fuggitive di metano e avanzare soluzioni per contenerle. Le emissioni fuggitive sono tutte le emissioni, intenzionali e non intenzionali, originate nei diversi segmenti di attività della filiera del gas naturale con esclusione di quelle provenienti dalla combustione per usi energetici anche come gas incombusti. Sono costituite dalle perdite graduali dovute alla non perfetta tenuta delle componenti delle infrastrutture, dalle emissioni da ventato (venting) controllato (da manutenzioni o da “emissioni pneumatiche” di impianti di regolazione) o incontrollato (da rotture incidentali) e dalle emissioni di metano incombusto proveniente dalla combustione di apparati di flaring negli impianti della filiera in cui sono presenti.

Nonostante negli ultimi decenni siano diminuite in modo considerevole, nel 2018 il quadro delle emissioni fuggitive di metano della filiera del gas naturale in Italia mostra un ruolo prevalente di quelle emesse dalle reti di distribuzione, con un peso del 78%, e da quelle delle attività di trasporto e stoccaggio che contano per il 17%.

 

Italia: emissioni di metano della filiera del gas naturale, 2018 (kt e %)

Le conclusioni dello studio arrivano proprio all’indomani della pubblicazione della Methane Strategy europea sotto forma di comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio. La Commissaria per l'Energia Kadri Simson ha dichiarato: "Oggi abbiamo adottato la prima strategia di lotta alle emissioni di metano dal 1996. I settori dell'energia, dell'agricoltura e dei rifiuti hanno tutti un ruolo da svolgere, ma l'energia è il settore in cui le emissioni possono essere ridotte più rapidamente al minor costo. L'Europa aprirà la strada ma non possiamo muoverci da soli. Dobbiamo collaborare con i partner internazionali per far fronte alle emissioni di metano dell'energia che importiamo”

Negli stessi giorni è anche stato diffuso il World Energy Outlook 2020 (WEO 2020) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) in cui si afferma che: “Si è sulla strada di una maggiore trasparenza sulle emissioni di metano, con conseguenze sulla valenza ambientale delle differenti origini del gas.”

In Italia, l’evento con cui gli Amici della Terra hanno presentato lo studio ha costituito la prima opportunità di discutere pubblicamente sul tema della riduzione delle emissioni di metano per associazioni di settore e per i rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e di ARERA. È intervenuta fra gli altri la presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, che ha ribadito l’importanza del gas nella transizione energetica e la necessità di approfondire il quadro conoscitivo sulle emissioni sistemiche della filiera.

Le proposte degli Amici della Terra si basano su regolazione e strumenti di mercato:

1. Adozione di una stringente regolazione con obblighi e incentivi per la riduzione delle emissioni di metano dalle reti di distribuzione, trasporto e stoccaggio a fini di tutela climatica, oggi assente.

Nella UE il 74 % delle emissioni di metano della filiera del gas naturale provengono dalle infrastrutture di trasporto e stoccaggio (21%) e dalle reti distribuzione (53%). Va espressamente implementata la regolazione vincolante di ARERA e delle altre Autorità per l’energia europee. Le Autorità per l’energia possono introdurre, senza attendere la definizione delle norme europee e la loro trasposizione nelle legislazioni nazionali, disposizioni vincolanti per l’esercizio delle infrastrutture. Le Autorità possono anche introdurre dei benchmark di performance emissiva e prevedere incentivi e disincentivi economici nella remunerazione dei gestori di reti e stoccaggi.

2. Estensione dell’ETS (Emission Trading System) alle emissioni specifiche di metano di tutte le infrastrutture della filiera del gas naturale.

Le centrali di compressione della rete di trasporto del gas naturale e i terminali di rigassificazione sono già soggetti al regime ETS per le emissioni di CO2. L’ETS va adesso esteso alle specifiche emissioni di metano di queste infrastrutture e di tutte le altre della filiera: trasporto, distribuzione, compressione, stoccaggio. Secondo gli Amici della Terra l’ETS dovrebbe essere applicato alle infrastrutture le cui emissioni dirette di metano in termini di CO2 equivalente superano un determinato limite, come oggi già avviene per la CO2 emessa da rigassificatori e grandi compressori.

3. Adozione dell’IMEA per le emissioni di metano di giacimenti e produzione del gas naturale, in Europa e nei paesi esportatori.

Applicazione di un meccanismo di “IMEA” (Imposta sulle Emissioni Aggiunte) in attuazione del Carbon border tax adjustement mechanism previsto dall’European Green Deal, alle emissioni di metano nella produzione di gas naturale, sia estratto nel mercato interno che importato da paesi extra UE. Così come è previsto dalla proposta IMEA per le emissioni di CO2 contenute nei prodotti dell’industria manifatturiera, è possibile ipotizzare un meccanismo di fiscalità ambientale non discriminatorio anche per le emissioni dirette di metano nelle fasi di estrazione e processing di gas naturale, sia quello prodotto nella UE che quello importato da paesi extra UE. Per certificare l’intensità di emissioni di metano prodotto o importato da paesi UE, produttori e importatori possono avvalersi della certificazione denominata “Carbon footprint” basata su norme ISO riconosciute a livello internazionale, come la 14067.

La presidente degli Amici della Terra Monica Tommasi ha così commentato le proposte presentate: “Il metano è il secondo gas oggetto delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti.  Le sue emissioni pesano per l’11% del totale delle emissioni nocive al clima nella UE, ma è anche una fonte indispensabile per la transizione energetica. Crediamo che l’introduzione di strumenti di mercato efficaci come quelli proposti oggi possa rappresentare un salto di qualità per la riduzione delle emissioni climalteranti. Le proposte verranno sottoposte al Governo e alle istituzioni della UE, nell’ambito della consultazione sulla Methane Strategy, con il corredo dei risultati dello studio realizzato”.

Emissioni globali (Fuggitive e non) della Filiera Gas.

Molto opportuna, per una ragione di coerenza ed opportunità, la vs. iniziativa che si dovrebbe collegare a quanto la stessa UE dovrebbe intraprendere, vista l'importanza che hanno dato all'argomento.

Ora, le emissioni della "Fase pre-combustione", come da voi ben evidenziato, NON si riferiscono SOLO alle emissioni di CH4 (Metano), ma comprendono anche quelle dirette (Venting) o derivate (Flaring) di CO2 e N20 della "Fase di estrazione" dai giacimenti.

Ora, questi dati ovviamente ben noti, non vengono registrati al fine del conteggio delle emissioni GHG nel LCA, e si determina così una sperequazione tra i diversi combustibili con danni enormi per le varie economie, soprattutto quelle dipendenti dall'import, come appunto l'Italia nei confronti degli altri grandi Paesi UE a danno della ns. capacità competitiva manifatturiera (Costi dell'elettricità dei processi produttivi).

Ebbene, se si approfondisse, è evidente che nei giacimenti di GAS (sour Gas, poi "bonificato" con la separazione di ciò che è indesiderato e quindi definito impropriamente: "NATURALE"): è presente una miscela di gas tra i quali il prevalente (per giustificare lo sfruttamento) è il CH4, ma poi anche CO2, H2S, N2O, Butano, Propano, ecc.).

Ora, anche evidente che la CO2 e l'H2S è chiaramente indesiderato a destino (oltre che per ragioni economiche nel trasporto!), e quindi viene quasi sempre separato dal flusso dei gas in estrazione (con Ammine ed altro) e poi "vented" in atmosfera.

Importante quindi andare a conteggiare la percentuale di tali gas indesiderati in giacimento e ben noti per avviare l'estrazione.

Qualche numero? Da una conferenza di molti anni fa in casa Enitecnologie, il contenuto di CO2 nei giacimenti del Mar Caspio (uno dei luoghi di maggior fornitura all'Europa ed a noi) è dell'ordine del 35% !!!
Il contenuto residuop "tollerato" nel gas immesso in pipeline (o necessario per fare la liquefazione!) è max. 2%, ma normalmente < 1%. Dove finisce il "delta"? "Vented" in atmosfera.
Ma oltre a Mar Caspio occorre guardare a Lybia, Egitto, ma anche alle ormai ridotte estrazioni nazionali.

Il Gas è un meraviglioso combustibile, soprattutto per usi nella chimica e nel civile. Per l'elettricità occorre usarlo con parsimonia in parallelo ad altri combustibili spesso più opportuni con le moderne tecnologie, tipo il Carbone!

Vari studi sono disponibili per approfondire tale argomento.

riorganizzare lo smaltimento dei rifiuti in proporzione

questa è la chiave da applicare per risolvere le dispersioni che sono distorzioni delle energie che in ogni campo devono tendere al riequilibrio dei fattori di produzione.
quel prodotto finale che è la "felicità"dell'umanità va contenuta nel piu esatto possibile rapporto tra energia e risultato da raraggiungere nel campo specifico di cui trattiamo.
in questo abbiamo l'obbigo di collaborare,fare lavoro buono,che si vede dai risultati che raggiunge.
la chiusura del quadro è nella rincorsa tra il potere e la forza della scienza che lo costringe a dare quanto,ad esempio gli amici della terra danno nel loro campo.
allora ricordiamo sempre nella filiera degli interessi che ci determinano antropologicamente il potere dell'azione educatrice della scuola sugli effetti del prodotto che vogliamo produrre allinterno del campo in cui lavoriamo.
oggi le fonti energetiche vanno implementate all'interno del quadro in cui ogni settore,ogni pennellata,trovi l'altra a lei vicina consonanza.
parafrasando portiamo aventi in queso campo un buon lavoro che coordina le azioni e gli eventi per il risultato.
tutto apparirarà migliore e conseguente entrando la premessa nel risultato perchè oggi esaminiamo il campo dando cuore ,forza ed armonia alle tecnologie che sono costituiti nei diriritti della vita dei popoli della terra per come riusciremo a chiarire gli orizzonti oggi,anche per domani per le future generazioni.
buon lavoro a noi tutti.
giovanni lombardi.