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2020-07-13 16:52

Cerroni:ecco i miei Guinness

I RIFIUTI DI ROMA

Il magnate dei rifiuti di Roma, Manlio Cerroni, commenta l’ironico titolo del nostro articolo (29 settembre 2013) su “Cerroni sindaco!”. Ma non era solo ironia …

Caro Direttore, leggo solo oggi su "I' Astrolabio" (newsletter degli Amici della Terra) dello scorso 29 settembre l’articolo dal titolo "Cerroni sindaco!".

A parte la mia modestia, e la vostra sottile e per una volta non malevola ironia, tutto sommato avrebbe potuto essere una soluzione utile per Roma (superato il conflitto d'interesse), non fosse altro per la mia lunga esperienza di vita operosa (sono creditore alla Società (collettività) di 1.825 giorni di ferie).

A partire dagli anni '50 sono state TRISINDACO del mio povero Paese; in appena due mandati ho dotato di acqua, di fogne, di strade, di scuole (asilo, elementari e medie), di case popolari, di centro sociaIe per gli anziani, di giardini, di parchi e ne ho ampliato il cimitero. AI punto che nell'elezione del 1960 i partiti dell'opposizione non hanno trovato come formare la lista da opporre perche i miei paesani dopo tutto quel ben di Dio si sono rifiutati di partecipare alla contesa elettorale (e il mio guinness).

Negli anni '60 ho accompagnato Roma nel passaggio del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti dalla fase manuale e artigianale alla fase industriaIe; ho brevettato e realizzato nel 1964 il primo impianto industriale di recupero e riutilizzo dei rifiuti solidi urbani, quello di Ponte Malnome, seguito nel 1967 da quello di Rocca Cencia, impianti visitati da delegazioni di tutto il mondo e considerati i progenitori degli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB): l’Enciclopedia TRECCANI (Appendice IV GE-PI Anni 1961-1978 pag. 588) parla di un "sistema di smaltimento particolarmente valido ai fini della conservazione delle risorse naturali" applicato "negli impianti Sorain di Roma ove si trattano 1500 t/giorno di rifiuti, recuperando carta in pasta o in balle, film di plastica, mangime zootecnico in cubetti, barattolame pressato e combustibile solido".

Sono poi nati in Italia gli impianti di Perugia, di Milano, di Colfelice (FR) e altri centri e all'Estero impianti in Brasile, in Venezuela, in Giappone, in Canada, in Australia, in Argentina, in Norvegia, nella Repubblica Ceca, in Francia, in Spagna, in Scozia, in Inghilterra e negli Emirati Arabi: dal 1964 al 2004 nei nostri impianti sono state trattate 100 milioni di tonnellate di rifiuti.

Nel settembre 1979 I' Amministrazione comunale rilevò gli impianti di Ponte Malnome e di Rocca Cencia: in soli tre anni la gestione pubblica li ha mandati in tilt.

Da questo sciagurato evento nasce la soluzione Malagrotta puntualizzata nel comunicato "Malagrotta: Missione Compiuta" della scorso 30 settembre.

Le conclusioni di uno studio effettuato nel 2009 dal Centro Interuniversitario di Tecnologia e Chimica dell'Ambiente dell'Università La Sapienza di Roma sui "Polder" (pag. 191) fanno giustizia delle scandalose speculazioni delle quali negli anni Malagrotta è stata oggetto: "stante la accertata e piena capacita di isolamento del polder e la buona impermeabilità dei materiali costituenti gli argini dei singoli lotti, il diaframma plastico (il Polder) è del tutto idoneo ad isolare la "vasca di Malagrotta" e a proteggere I'area esterna da possibili contaminazioni provenienti dall'invaso.

A vario titolo ho accompagnato e servito tutti i Sindaci di Roma da Andrea Doria Pamphili (1946) passando per Salvatore Rebecchini, Americo Petrucci, Luigi Petroselli, Ugo Vetere, Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Gianni Alemanno e oggi Ignazio Marino.

Sono sempre stato nella mia vita a disposizione di Roma e dei Romani, e mi fa piacere che mi abbiate dato atto di fare delle proposte e di saperle fare in termini concreti, anche se non detto I'agenda a nessuna istituzione, le istituzioni essendo forse troppo prese da altro per seguire una qualsiasi agenda!

Resto a disposizione e distintamente La saluto.
Roma, 8 novembre 2013
Manlio Cerroni

Cerroni sindaco?

Mah! Questa risposta di Cerroni, alla luce dei fatti di gennaio 2014 ( ORDINANZA APPLICATIVA DI MISURE CAUTELARI PERSONALI E DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO DEL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA) assume un aspetto beffardo. Ai posteri l'ardua sentenza.