QUEL CHE C'È DA SAPERE
Il 12 ottobre i ministri dell’Ambiente dell’Unione europea hanno svolto il primo confronto politico sulla nuova revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), presentata dalla Commissione lo scorso luglio. Tra i temi su cui dovranno trovare un accordo figurano la traiettoria del sistema dopo il 2030, le assegnazioni gratuite, l’utilizzo dei crediti internazionali e l’estensione dell’ETS ad altri settori, compreso quello dei rifiuti. La Presidenza del Consiglio punta a raggiungere una posizione comune entro dicembre.
Per quanto riguarda i rifiuti, la proposta della Commissione prevede l’ingresso nell’ETS dal 2031 degli impianti di incenerimento e coincenerimento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a tre tonnellate l’ora. L’applicazione sarebbe graduale: gli operatori dovrebbero restituire quote corrispondenti al 25% delle emissioni verificate nel 2031, al 50% nel 2032 e al 75% nel 2033, fino ad arrivare alla copertura completa dal 2034. Gli impianti dedicati prevalentemente ai rifiuti pericolosi resterebbero invece esclusi.
La proposta consente inoltre agli Stati membri, a determinate condizioni, di prevedere deroghe temporanee fino al 2035. Parallelamente, la Commissione intende introdurre un sistema armonizzato di monitoraggio delle emissioni delle discariche, per ridurre il rischio che l’introduzione del prezzo della CO₂ sull’incenerimento determini uno spostamento dei rifiuti verso forme di smaltimento più emissive.
L’ingresso della termovalorizzazione nell’ETS avrebbe conseguenze rilevanti anche per l’Italia. Il costo delle quote potrebbe incidere sui piani economico-finanziari degli impianti e sui contratti di servizio, rendendo ancora più importante disporre di criteri affidabili per distinguere la componente fossile da quella biogenica delle emissioni. La definizione delle nuove regole dovrà inoltre essere coordinata con gli obiettivi europei di riciclo e riduzione del conferimento in discarica.