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2020-07-13 16:56

L’Ispra mette online la prima mappa italiana del consumo di suolo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’Ispra ha realizzato e messo online la prima mappa italiana sul consumo di suolo nazionale. Grazie alla nuova cartografia ad altissima risoluzione, l’Ispra ha potuto tracciare il perimetro della copertura artificiale dell’intera penisola, scendendo nel dettaglio e fornendo tutte le informazioni relative a regioni, province e comuni.

Dal Rapporto dell’Ispra, giunto alla sua seconda edizione, emerge che quasi il 20% della fascia costiera italiana - oltre 500 Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda - è ormai irrimediabilmente perso. E’ stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo fino a 300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300 e i 1.000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento ha invaso persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide).

A livello nazionale, la percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato è stimata al 7% (il 158% in più rispetto agli anni ’50), ma la quantità di territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti, è superiore al 50%.

Nella classifica delle regioni “più consumate”, si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), della percentuale di suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica, ormai impermeabilizzate (il 30%).

Parlare di consumo del suolo

Parlare di consumo del suolo mi sembra una stortura tipica di un modo di ragionare oggi in voga. Se ho ben capito il documento ISPRA mostra le aree costruite in Italia, che possiamo chiamare anche aree impermeabilizzate, ma ciò è tutta un altra cosa rispetto al consumo di suolo. Questo diverso e, a mio parere, più corretto significato non da una visone solo negativa della problema come invece lo da il termine consumo di suolo. Credo infatti che sia una cosa positiva costruire correttamente una arteria vitale per lo sviluppo di un territorio oppure, per essere paradossali, per costruirci il Colosseo mentre è sicuramente negativo impermeabilizzare il suolo per realizzarvi un qualcosa che non serve o con costi assurdi. Il consumo del suolo in Italia purtroppo c'è ma è di un altro tipo e riguarda il trattarlo come materiale di risulta quando si fanno sbancamenti per realizzare un'opera. A mio parere infatti, considerato che il suolo è il seme della vita e considerati i tempi per la sua formazione, esso dovrebbe essere trattato come una materia preziosa e quindi accantonarlo per bene quando lo si sbanca per essere poi riutilizzato nelle parti del territorio dove esso è compromesso o carente; questo, ad esempio, è prassi normale in altri paesi, ad esempio in Israele.