Oggi:

2021-10-21 03:06

Mobilita’ sostenibile per ultrasessantacinquenni

di: 
Pasquino

Pe’ le tasse nun se magna,
Er Comune ce manna a pedagna,
Sarebbe er caso de smamm
à,
Ce cominceno a gir
à.                                                                                 (Pasquinata)

E’ proprio una fregatura quella che la giunta capitolina – pardon, di Roma Capitale – ha ammollato agli ultrasessantacinquenni. In questi tempi di magra, visto che non si riesce a far pagare più di un utente su cinque in autobus, tram, metro  e treni urbani (questo è quel che dicono tutti i giornali), ed in attesa di abbassare, come più volte promesso, gli stipendi dei vertici delle aziende municipalizzate (tra i 200 e i 600 mila Euro all’anno), e del programmato taglio del 20% delle corse (soprattutto in periferia), è stata applicata una delibera di giunta che stanga i quiriti vecchietti. Son passati i tempi quando un senex lo facevano senator: ora deve pagare.

Per anni, gli ultrasessantacinquenni hanno potuto acquistare il biglietto mensile per tutte le linee a 18 Euro, come gli studenti. Ma a maggio è stata l’ultima volta. E’ scattata la “nuova agevolazione” – testuale: pure la presa per i fondelli - che “ha valore annuale e non più mensile”, salvo che c’è una piccola aggiunta: limiti di reddito a diversi scaglioni Isee, ma comunque non oltre 20.000 Euro. E’ così, il pensionato che prende più di 1.667 Euro al mese, lordi, magari con coniuge a carico, e che ha il torto di pagare le tasse, viene giustamente punito. Il tutto avviene in un turbinio di altre facilitazioni, tutte politicamente corrette (invalidi, disoccupati, perseguitati razziali, rifugiati politici, vittime del terrorismo, ecc.), ma la categoria più ampia, a causa dell’allungamento della vita, è stata esclusa.

Chi l’abbia deciso, è difficile da capire, in un turbbinio, questa volta di sigle: ATAC SpA (già MetRo SpA + Trambus SpA), Sistema Metrebus, COTRAL SpA, Agenzia Roma servizi per la mobilità Srl, Agenzia per il controllo e i servizi pubblici locali del Comune di Roma, Risorse per Roma SpA, ecc. Indagando a fondo, abbiamo scoperto però che la decisione ricade sotto l’Assessorato alle politiche della mobilità, il cui assessore nell’attuale Giunta Alemanno è Antonello Aurigemma. Questi, che ha come curriculum l’essere il leader della corrente “Laboratorio Roma”, è colui che ha sostituito Sergio Marchi, travolto da “parentopoli”; i maligni dicono che così Aurigemma “è arrivato al capolinea”. Indagando più a fondo, abbiamo trovato che la decisione è stata presa con una delibera di giunta – ma da quando in qua le delibere di una SpA si prendono in una giunta comunale? - e precisamente la deliberazione n. 53 del 29 febbraio 2012 (giorno infausto, com’è noto), approvata all’unanimità (presenti 7 su 13, il minimo indispensabile: Alemanno, Aurigemma, Bordoni, Funari, Ghera, Lamanda e Visconti). Grazie al cielo non c’era Rosella Sensi che, altrimenti, l’animo di Pasquino, che è romanista, avrebbe sanguinato.

Peraltro, la delibera si richiama ad un’altra delibera, questa volta della Giunta Regionale del Lazio, n. 654 del 28 dicembre 2011, che a sua volta segue gli indirizzi previsti dall’art. 43 della L.R. n. 16 del 16 giugno 2003. Sorge spontanea la domanda: perché proprio ora? E se era giusto far pagare gli anziani, perché si è aspettato nove anni? Peraltro, la deliberazione comunale è stata munita di attestato di “… coerenza dal direttore del Dipartimento Mobilità e Trasporti, … parere favorevole del direttore della U.O. Trasporto Pubblico Locale di Linea … (e) del dirigente della XXII Unità Operativa della Ragioneria Generale, … con l’assistenza del Segretario Generale …”. E così, l’ultrasessantacinquenne  si è beccato una decisione con tutti i crismi.

Un poco di contesto: a fine 2010, i dipendenti dell’ATAC erano 12.817, comprese le 684 assunzioni in 2 anni sotto la Giunta Alemanno; e sarebbero previsti 100 interinali per la prossima estate. Risorse per Roma SpA, la società di “advisor” del Comune, che presumibilmente ha assistito il Comune in questa operazione, ha 565 dipendenti, compresi 338 assunti nei due anni precedenti. Roma Capitale ha 21 partecipazioni dirette e 125 indirette a società varie; e 62.000 dipendenti in totale di cui 37.000 nelle municipalizzate: e questo è frutto di tutte le giunte, anche le precedenti.

A Roma, gli ultrasessantacinquenni sono circa 560.000. Assumendo cautelativamente che metà di loro usi i trasporti pubblici con la tariffa ridotta, e che metà di questi si trovino oltre i limiti del reddito, con la nuova “agevolazione” l’ATAC  e gli altri soci incasserebbero circa 2 milioni e 380 mila Euro in più al mese, il che fa oltre 28 milioni di Euro all’anno. Non è poca cosa, per un’azienda disperata, con un deficit annuale dell’ordine di 150 milioni di Euro ed un’esposizione di oltre mezzo miliardo di Euro (con un patrimonio immobiliare di 350 milioni di Euro). Un’azienda criticata dalla Corte dei Conti per evidenti sprechi, compreso l’acquisto di un gran numero di autobus e tram “inutilizzabili” perché non corrispondenti alla tipologia delle strade e della rete su rotaia.