QUEL CHE C'È DA SAPERE
Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto, nella serata di martedì 9 dicembre, un accordo politico preliminare sulla modifica della Legge europea sul clima, che introduce un nuovo obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Il target rappresenta una tappa intermedia verso la neutralità climatica dell’Unione al 2050 e fissa il quadro di riferimento per le politiche climatiche europee nel periodo post-2030.
Secondo la Commissione europea, che ha accolto con favore l’intesa, l’obiettivo garantisce una traiettoria per la decarbonizzazione dell’economia europea, offrendo maggiore certezza a imprese e investitori e rafforzando al tempo stesso competitività industriale, sicurezza energetica e indipendenza dell’UE.
L’intesa introduce nuove flessibilità nelle modalità di raggiungimento del target. A partire dal 2036, fino a cinque punti percentuali della riduzione complessiva potranno essere conseguiti attraverso crediti di carbonio internazionali di alta qualità, compatibili con l’Accordo di Parigi. L’uso dei crediti sarà accompagnato da salvaguardie rafforzate, volte a evitare il finanziamento di progetti in contrasto con gli interessi strategici dell’UE e a garantire l’integrità ambientale del sistema. È previsto anche un periodo pilota tra il 2031 e il 2035.
L’accordo consente inoltre di utilizzare assorbimenti permanenti di carbonio a livello domestico per compensare le emissioni difficili da abbattere nei settori coperti dal sistema ETS, e introduce una maggiore flessibilità tra settori e strumenti, per contenere i costi complessivi della transizione e consentire agli Stati membri di compensare eventuali ritardi in singoli comparti senza compromettere il risultato complessivo.
Tra le novità più rilevanti figura anche il rinvio di un anno dell’entrata in vigore dell’ETS2, il sistema di scambio delle emissioni per i combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e nelle piccole industrie, che slitta dal 2027 al 2028. Il rinvio non incide sugli obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica, già avviati nel 2025.
L’accordo rafforza infine il meccanismo di revisione biennale: la Commissione dovrà valutare ogni due anni i progressi verso l’obiettivo 2040, alla luce dei dati scientifici più recenti, degli sviluppi tecnologici, dell’andamento dei prezzi dell’energia e degli impatti su imprese e famiglie. In base agli esiti, potrà proporre una revisione del target o misure aggiuntive per tutelare competitività, prosperità e stabilità sociale.
Il testo dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, la modifica della Legge europea sul clima entrerà in vigore.