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2026-09-09 11:46

Metano: Eni e Sonatrach rafforzano il monitoraggio delle emissioni in Algeria

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 17 agosto Eni e Sonatrach hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa per ampliare la collaborazione nella decarbonizzazione del settore Oil & Gas e nella riduzione delle emissioni in Algeria, con particolare attenzione al metano.

Come segnalato dal comunicato stampa Eni, l'accordo prosegue la cooperazione avviata nel gennaio 2023 con un protocollo triennale dedicato alla riduzione del flaring, alla valorizzazione del gas recuperato e alla mitigazione delle emissioni associate alle attività upstream. Il nuovo memorandum estende le attività alla rimozione naturale della CO₂ attraverso progetti di forestazione e rafforza il monitoraggio, la quantificazione e la riduzione delle emissioni di metano attraverso l'adozione dei principali standard internazionali del settore.

Nell'ambito dell'accordo del 2023, le due società hanno già realizzato analisi tecniche, attività di formazione e campagne di misurazione sul campo. Tra gli interventi individuati figurano la riduzione delle emissioni fuggitive e del venting, il contenimento del flaring, interventi di efficienza energetica e lo sviluppo di progetti di energia rinnovabile e di cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (CCUS).

In particolare, Eni e Sonatrach hanno condotto una campagna di Leak Detection and Repair (LDAR) su circa 800 chilometri di pipeline, controllando circa 7.500 punti. Secondo Eni, le attività hanno consentito una significativa riduzione delle emissioni fuggitive. Le campagne LDAR vengono ora effettuate regolarmente e in autonomia nelle joint venture operate dalle due società. È stata inoltre realizzata una valutazione delle emissioni di baseline in sei asset upstream algerini.

La collaborazione assume particolare rilievo anche alla luce del Regolamento europeo 2024/1787 sulle emissioni di metano nel settore energetico, che introduce progressivamente obblighi anche per il petrolio, il gas e il carbone importati nell'Unione. Dal 2027, per i contratti conclusi o rinnovati dopo l’entrata in vigore del Regolamento, gli importatori dovranno dimostrare che i produttori extra-UE applicano requisiti di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni equivalenti a quelli europei. Dal 2028 dovranno inoltre comunicare l’intensità di metano della produzione, mentre dal 2030 si applicherà il valore massimo di intensità stabilito dalla Commissione.

L'Algeria riveste un ruolo particolarmente importante in questo quadro: è uno dei principali fornitori di gas naturale dell'Italia e dell'Unione europea. La disponibilità di dati affidabili e l’adozione di sistemi strutturati di monitoraggio e riduzione del metano diventano quindi rilevanti non soltanto sul piano ambientale, ma anche ai fini della conformità del gas algerino alle future regole europee sulle importazioni.