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2026-09-09 13:12

Ripristino della natura: al via l’esame dei Piani nazionali

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 1° settembre la Commissione europea ha reso noto che gli Stati membri erano chiamati a presentare le bozze dei rispettivi Piani nazionali di ripristino della natura, uno dei passaggi principali per l’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1991.

I Piani dovranno indicare in che modo ciascun Paese intende conseguire gli obiettivi previsti dal Regolamento entro il 2030, fornendo anche una visione strategica delle misure programmate fino al 2040 e al 2050. Gli interventi potranno riguardare, tra gli altri, gli ecosistemi terrestri, costieri, marini, urbani, agricoli e forestali, gli habitat di acqua dolce e le popolazioni di impollinatori.

Il Regolamento stabilisce che entro il 2030 le misure di ripristino interessino almeno il 20% delle superfici terrestri e marine dell’Unione e, entro il 2050, tutti gli ecosistemi che necessitano di interventi. Tra gli obiettivi specifici figurano l’inversione del declino degli impollinatori, l’assenza di perdite nette di spazi verdi urbani e copertura arborea fino al 2030 e il ripristino di almeno 25.000 chilometri di fiumi a scorrimento libero attraverso la rimozione delle barriere artificiali non più necessarie.

I Piani dovranno inoltre coordinare le misure di ripristino con le politiche europee e nazionali in materia di clima, acque, agricoltura, foreste, pesca e pianificazione territoriale. Gli Stati membri potranno tenere conto delle proprie condizioni ecologiche, geografiche e socioeconomiche e valorizzare programmi e interventi già esistenti. Dovranno però fornire anche una stima delle risorse finanziarie necessarie, delle fonti pubbliche e private previste e delle forme di sostegno destinate ai soggetti interessati, tra cui agricoltori, silvicoltori, pescatori, proprietari terrieri, imprese e amministrazioni locali.

La Commissione, con il supporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, avrà sei mesi per esaminare le bozze e formulare le proprie osservazioni, che saranno rese pubbliche. Gli Stati membri disporranno quindi di altri sei mesi per presentare i Piani definitivi. La Commissione sottolinea anche l’importanza del coinvolgimento degli stakeholder e invita i governi a utilizzare l’intero periodo fino all’adozione finale, prevista nel 2027, per garantire un processo aperto e partecipato.